La prima ad arrivare in Italia non è stata Spotify, bensì Deezer. Le due si sono spartite inizialmente il mercato: Spotify negli Stati Uniti e Deezer in Europa. Entrambe sono state pioniere di un servizio che con la diffusione delle banda larga e in particolare del 4G sta attirando anche le grandi compagnie come Google e Apple. Lo streaming di musica a pagamento (o pagato dalla pubblicità) promette di essere il business musicale del futuro. C’è ancora da superare lo scoglio culturale per cui la connessione a Internet non è ancora una cosa scontata come l’energia elettrica, ma dovremmo arrivarci presto.

Dunque, dopo Facebook che poco più di un anno fa ha stretto un accordo con Spotify, è di oggi la notizia che YouTube sarebbe in procinto di lanciare un servizio di musica in streaming a pagamento. Sai che novità: già la gente si faceva le playlist e se le sentiva al lavoro, ma ora la cosa potrebbe leggermente cambiare, come ci ha raccontato Federico Moretti.

C’è praticamente una solo azienda a cui questo fermento potrebbe davvero nuocere: Apple. Se smettiamo di pagare per il possesso della musica e passiamo a pagare per la fruizione di questa, iTunes rischia seriamente di chiudere. Già con iTunes Match Apple ha tentato di porre una pezza, ma anche con questo siamo limitati alla musica che abbiamo acquistato.

Come riportato oggi dalla Reuters, il CEO di Apple Tim Cook avrebbe parlato con Beats Electronics, che negli scorsi mesi è stata in grado di raccogliere 60 milioni di dollari per realizzare un servizio di streaming musicale che dovrebbe essere lanciato nel corso dell’anno. Siamo solo ai primi contatti, ma è verosimile che nella prossima versione di iTunes, recentemente rinnovato in stile Steve Jobs, trovi spazio un servizio di streaming musicale simile a quello a cui sta lavorando YouTube.