Spotify, una fra le più apprezzate applicazioni per ascoltare la musica in streaming, dalla prossima settimana inizierà a supportare un nuovo sistema di messaggistica istantanea. Gli utenti potevano già condividere – pubblicamente o privatamente – tracce e playlist coi contatti, ma la casella Inbox di Spotify era molto limitata. Non era possibile, ad esempio, interagire con gli amici per fare «quattro chiacchiere» in privato: la nuova infrastruttura lo permetterà, anche senza inviare dei suggerimenti sulle canzoni da ascoltare.

Chi ha potuto provare la feature in anteprima, l’ha paragonata a Facebook Messenger. Se volete trovare nuova musica, non c’è come discuterne con gli amici: alla base della messaggistica rimangono sempre i contenuti accessibili su Spotify, ma apprezzo la maggiore “libertà” che acquisiranno le conversazioni. Scambiare brevi messaggi di testo, ascoltando insieme delle playlist, rievoca – in chiave virtuale – un’atmosfera da pub. Mi domando soltanto perché gli sviluppatori non abbiano pensato subito d’integrare un instant messenger.

Ormai, anche in Italia i servizi di streaming musicale sono numerosi e le aziende devono concentrarsi sulla competizione. Oltre a Spotify, Deezer ha iniziato a promuovere delle offerte “collaterali” alla piattaforma principale: ho applaudito, nella circostanza, la partnership con Foursquare. Significa che la musica in sé non basti più? Non credo, però bisogna prendere atto che gli ascolti delle tracce sono soltanto l’inizio. Presto, Spotify potrebbe introdurre i film e le serie televisive — rilanciando, così, sulla concorrenza.