Come sapete, Spotify è finalmente arrivato in Italia: Lucia Bracci ha spiegato cos’è e perché dovreste iscrivervi subito. Io penso d’abbonarmi al servizio completo. L’applicazione ufficiale è disponibile sui market di iOS, Android e in fase sperimentale su Windows Phone. Il programma per il desktop, invece, prevede Windows e Mac OS X. Già… ma se volessi installarlo su Linux? Per fortuna, esiste una beta compatibile con Debian oppure Ubuntu. Essendomi appena iscritto a Spotify, l’ho scaricata e provata in pochi minuti. Funziona.

Se siete degli utenti esperti potete passare alla pagina del download da Spotify. Altrimenti, potete scegliere di seguire questa semplice guida all’installazione: è utilizzabile indifferentemente su Debian o Ubuntu. Siccome io sono un “maniaco” della pulizia del codice, aggiungo l’archivio col pacchetto aggiornato del programma in un file separato dai repository della distribuzione. Non è obbligatorio, però è la stessa procedura che Google prevede durante l’installazione di Chrome ed evita di modificare dei documenti essenziali.

sudo -i

echo "deb http://repository.spotify.com stable non-free" > /etc/apt/sources.lists.d/spotify.list

apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 94558F59

apt-get update && apt-get install spotify-client

logout

Dovete semplicemente copiare e incollare riga per riga i comandi riportati qui sopra nel terminale premendo invio dopo ognuna di esse. Spotify apparirà fra le applicazioni installate come icona sul desktop di Debian o nel pannello di Ubuntu. Il programma non è ancora stato tradotto in italiano: il login può avvenire da Facebook oppure con le credenziali di Spotify a seconda della scelta effettuata registrando il proprio account. Accendete le casse e iniziate ad ascoltare tutta la musica che preferite. Ah, quanto l’ho aspettato!

Schermata di Spotify Ubuntu (2 di 4) Schermata di Spotify Ubuntu (3 di 4) Schermata di Spotify Ubuntu (4 di 4)