Spotify ha rimosso i limiti e dopo essere divenuto gratis anche su mobile oggi è pure disponibile per tutto il tempo che si vuole nella versione con pubblicità sul web e su desktop. Prima infatti per gli utenti che non pagavano c’era un limite di due ore e mezza alla settimana (dopo i primi sei mesi illimitati), mentre ora questo limite è stato rimosso. In tutte le nazioni, come riporta il sito di Spotify, anche se il comunicato stampa di Spotify Italia non è ancora arrivato.

Si tratta di una mossa interessante perché, come nota Techcrunch, significa che la startup ha raggiunto un punto importante e che le conversione degli utenti dalla versione gratuita (con pubblicità) a quella a pagamento sono ora una percentuale consistente e sono in grado di sostenere il progetto. I numeri dicono 26 milioni di utenti in tutto il mondo e 6 milioni di utenti paganti. A questo aggiungete però i 250 milioni di dollari di finanziamento raccolti a novembre.

Questa mossa avviene in un momento in cui all’aumento degli abbonamenti corrisponde una riduzione delle vendite di MP3. Che Spotify & co siano il futuro non ho dubbi, ma non credo che siano ancora il presente. Con questa mossa però ritengo che Spotify riuscirà a convincere molte persone che come me ascoltano parecchia musica mentre lavorano a usare l’app più spesso e, chissà, in futuro a pagare per farlo.

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