Spotify ha pagato oltre un miliardo di dollari statunitensi in dollari in royalty agli artisti e ai gruppi musicali presenti sulla piattaforma: $500 milioni soltanto nel 2013. Ed è proprio sulle statistiche la novità proposta ai musicisti che – al pari dei rispettivi manager – oggi possono accedere a un’interfaccia dedicata per monitorare gli ascolti degli utenti. Spotify for Artists ha introdotto un’analisi dello streaming che idealmente corrisponde alle classifiche trasmesse dalle emittenti radiofoniche sugli acquisti dei CD.

Registrandosi a Spotify for Artists gli artisti e i gruppi musicali o i manager possono monitorare in tempo reale su Next Big Sound l’ascolto dei brani dalle app sui vari sistemi operativi — che da qualche settimana hanno introdotto il calendario dei concerti da Songkick. Un’opportunità interessante che permette ai musicisti di valutare l’investimento su Spotify, arricchendo i propri profili di nuovi album e singoli. L’accesso alle statistiche è gratuito, ma l’infrastruttura potrebbe prevedere dei servizi aggiuntivi a pagamento.

Più delle statistiche mostrate ai professionisti – che, comunque, non sono limitate alle major discografiche – è interessante tornare sulla questione delle royalty: VEVO ha un’ottima immagine fra i musicisti perché corrisponde delle percentuali molto elevate, rispetto alla concorrenza, ma le cifre di Spotify non possono essere ignorate. Attivo dal 2008, quest’anno il servizio è cresciuto al punto da raddoppiare in undici mesi il guadagno ottenuto dagli artisti e dai gruppi nei quattro anni precedenti. Un segnale molto positivo.