Personalmente, sono un musicomane. Adoro le applicazioni che mi fanno scoprire nuova musica, e ve ne sarete accorti da come ho parlato in modo entusiasta di Tumblr Play, l’applicazione presunta che doveva uscire qualche tempo fa in casa Tumblr per contrastare il dominio di Spotify. Non se n’è mai fatto nulla, e invece Spotify ha rafforzato la propria egemonia nel settore della musica in streaming (e non solo) tagliando fuori di fatto qualsiasi competitor. In questi giorni stanno uscendo allo scoperto un sacco di feature nascoste, come ci racconta anche Gizmodo, per scoprire nuova musica, che vanno parecchio al di là della tab “Discovery” del client.

Sono un pesante utilizzatore delle radio, e della tab Discover dove mi viene proposta costantemente nuova musica sulla base di quello che ascolto. Tuttavia, Spotify si porta ancora avanti mischiando questo aspetto con la nostra vita quotidiana: è così che potremo finalmente scegliere anche la musica più adatta al nostro umore, o all’attività che stiamo svolgendo. Se stiamo lavorando al computer, cucinando, o se ci sentiamo arrabbiati, o tristi, o felici, Spotify avrà sempre la musica più adatta a noi.

Questo lo rende veramente un leader nel settore: Google ha preferito concentrarsi sulla TV per adesso, con Chromecast di cui ci ha parlato Federico Moretti, e lasciar adagiare sugli allori il competitor di Google Music. Abbiamo già Stereomood che fa qualcosa di simile. Ma una simile integrazione tra la piattaforma inerente la musica che ascoltiamo di solito, e le nuove feature che ci consigliano musica basandosi sulle nostre attività, oltre che su quello che ci piace, non è per niente da sottovalutare. Anzi: forse dovremmo abituarci a considerare Spotify il nostro provider di musica per diverso tempo a venire.

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