Qualche mese fa il mio collega Filippo mi sente inveire contro pubblicità e musica emergente inclusa dentro le playlist di Jango e mi dice: “Ancora con Jango stai? Scarica subito Spotify” e fu amore a prima vista. Complice un IP non italiano che mi ha consentito di scaricare e installare il software per pc ancora prima che fosse disponibile in Italia.

Quando ho saputo dello sbarco in terra italiana di Spotify ero al settimo cielo e l’ho scaricato subito sia sul mio mac book air che sul mio iPhone. Non ho nulla contro i device Android sia ben chiaro, sono multipiattaforma io, datemi un device e una connessione a internet e sono felice. Per il lavoro che faccio ho bisogno di un netbook ultraleggero per scrivere ovunque e il mac book air fa il suo lavoro degnamente, da li avere uno smartphone che parla la stessa lingua è un attimo. Ma sono affascinata da qualsiasi device, è la curiosità che mi frega.

Perché mi piace tanto Spotify? Scaricatelo subito e non avrete bisogno di altre spiegazioni. Potete finalmente ascoltare la musica in streaming gratuitamente. E’ come aprire l’iTunes Store, puntare il dito e cliccare su play senza passare per la carta di credito. Sembra un sogno. Se poi non vi accontentate solo dello streaming potete abbonarvi alla versione Unlimited per €4,99 al mese o Premium a €9,99 al mese per ascoltare la musica online e offline su tutti i vostri dispositivi senza nessun limite. Mica male è? Se pensate che un album su iTunes costa più di 10€ se non potete fare a meno di ascoltare sempre le ultime novità è una soluzione davvero conveniente. Pensate se Spotify si mettesse a vendere anche abbonamenti per vedere film e serie tv. Un sogno per quanto mi riguarda.

Spotify è disponibile per Windows, Mac, Linux e sono già disponibili sui relativi Apple store e Google Play le applicazioni per iOS e device Android.

E’ proprio un bel passo avanti. Prima dell’arrivo di Spotify ascoltavo musica su due servizi web based. Il primo è Jango, come vi dicevo prima. Qui è difficile individuare singoli brani, molto più semplice selezionare i singoli artisti da inserire in una playlist. Insieme alla musica ascoltavo un sacco di pubblicità e ancor peggio artisti emergenti che non sempre erano una bella sorpresa per le orecchie.

Il secondo servizio è Stereomood, fantastica idea, ma la limitazione nella scelta della musica e la difficoltà nell’identificarsi nello stesso umore di qualcun altro, o meglio, la difficoltà nel modificare la playlist ideata da qualcun altro mi faceva stancare ben presto dell’ascolto.

Tuttavia, penso che siano entrambi dei buoni servizi, ma niente in confronto a Spotify. Credo che darà un bel filo da torcere ad Apple Store per i prezzi soprattutto. In realtà mi meraviglio che Apple non abbia mai pensato di vendere musica via abbonamento mensile o annuale.

Ecco le caratteristiche del servizio su applicazione mobile:

  • Ascolto in streaming di oltre 15 milioni di brani
  • Ascolto offline senza richiedere connessione rete dati (a pagamento)
  • Playlist con possibilità di creare liste di musica preferita
  • Sincronizzazione in wireless sui vari device iPhone, iPod Touch e iPad
  • Condivisione della musica attraverso canali social e ascolto via Facebook

photo credit: Blixt A. via photopin cc