Molto spesso accade che sul News Feed di Facebook – che è stato manipolato dallo stesso social network per effettuare degli studi sociologici – appaiano delle bufale che invitano a cliccare su foto o video. Farlo è pericoloso perché il passaggio da virale a virus è immediato: questi link possono iniziare a comparire sulla propria bacheca ed essere inoltrati agli amici senza l’autorizzazione dell’utente. Normalmente, sono dei tentativi di phishing che mirano a intercettare le informazioni per gli scopi truffaldini più disparati.

Non parliamo dei video musicali più visti su YouTube [vedi gallery], che pure possono essere definiti “virali”: questo genere di contenuto cerca di provocare delle reazioni forti, spingendo il lettore a cliccare. L’ultimo fenomeno in ordine di tempo riguarda un’infezione da shampoo che è stata pubblicata su Facebook per installare un’applicazione e generare SPAM sui profili. Ciò potrebbe provocare la sospensione del proprio account, a prescindere dalle intenzioni, poiché il social network lo considera una violazione dei termini.

I rischi sono diversi, senza scadere nella teoria del complotto o arrivare a dire che l’utilizzo di Facebook sia pericoloso in sé. Basta prestare attenzione: una promessa di dieta miracolosa, ad esempio, potrebbe nascondere una catena di Sant’Antonio com’è successo su altre piattaforme. Non è difficile identificare quali siano i link potenzialmente minacciosi, perché gli argomenti trattati sono grossomodo gli stessi a cadenza regolare… e la fonte non è mai verificata. Occhi aperti, ma non è il caso di farsi prendere dal panico.

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