La startup italiana Soundsight Training, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Cern di Ginevra, sta lavorando ad un sistema di ecolocalizzazione che aiuti i non vedenti ad orientarsi tramite il suono.

In soldoni si tratta di un programma che permette di allenare l’udito dei non vedenti a percepire e identificare gli oggetti che si trovano attorno a loro. In questo modo si crea una realtà virtuale “acustica” che prova a simulare l’interazione del suono con diversi scenari e situazioni, offrendo così ai ciechi la possibilità di orientarsi meglio nello spazio. Ovviamente si tratta di una tecnica che può servire anche ai normovedenti per incrementare la percezione di sé nell’ambiente. Si tratta di un principio molto simile al modo di orientarsi e di muoversi dei pipistrelli, o alla tecnologia del sonar. Per gli amanti dei supereroei, si pensi al potere di cui dispone Daredevil, ora in onda sulla piattaforma di streaming on demand Netflix.

Gli ideatori del progetto lo hanno pubblicato sulla piattaforma Kickstarter per cercare di ottenere, tramite una campagna di crowdfunding attiva fino all’8 febbraio, i 250 mila euro che servono per sviluppare un primo prototipo (attualmente la raccolta fondi è arrivata a 165 euro). L’idea dei ragazzi di Soundsight Training è di rendere il software free e open source dal 2017.

“Se tutto andrà secondo i piani dal 2017 il software sarà libero e open source”, spiega Irene Lanza di Soundsight Training. “Oggi nel mondo c’è una ampia disponibilità di tecnologia, che viene usata soprattutto per l’intrattenimento. Il nostro obiettivo è, fedeli al trattato di Marrakech, favorire la circolazione e la diffusione di libri accessibili. Attualmente i non vedenti hanno accesso a una percentuale di libri stimata fra l’1 e il 5% di quelli presenti sul mercato”.

“In questo momento lavoriamo su un prototipo dimostrativo già testato da non vedenti” – spiega Lanza – “che può essere utilizzato con un normale computer. Servono due periferiche: cuffie e microfono. Grazie al microfono il non vedente dà un input e ascolta il ritorno dell’eco in base all’ambiente simulato all’interno del software”.