Soundcloud diventerà entro la fine dell’anno una piattaforma di streaming musicale a pagamento. Avendo duramente lottato per rimanere in vita in un mercato sempre più competitivo, l’opzione sembra essere l’unica opportunità di salvezza della società.

Il sito web di streaming musicale, nato nel 2008 a Berlino, attualmente permette l’upload di brani da qualsiasi utente con un account gratuito; la possibilità di commentare “sul brano”, inoltre, la rende una piattaforma particolare, fuori dagli schemi di mercato, che ha incuriosito circa 175 milioni di utenti attivi.

Sono molti gli artisti che hanno scelto Soundcloud come “base” per diffondere la propria musica in maniera esclusiva, permettendo anche in alcuni casi il download gratuito. Purtroppo (tra virgolette) però, per garantire la sopravvivenza dell’azienda, Soundcloud ha stretto accordi con Warner, Universal e Sony: ciò permetterà alla piattaforma di avere accesso al catalogo delle major, “obbligandola” però a lanciare un piano di abbonamento.

Il rapporto burrascoso tra Soundcloud e Sony, dunque, sembra essere arrivato alla fine, con un accordo pacifico tra le due parti: era stato il colosso giapponese, infatti, a far cancellare la musica degli artisti sotto suo contratto, affermando che alla piattaforma mancassero le “opportunità di monetizzazione, che invece sono il cuore pulsante di Spotify e Napster, per farne due esempi celebri.

Si vocifera che il servizio in abbonamento di Soundcloud potrebbe avere un costo di circa 10 dollari mensili, in linea con il mercato. Il punto di forza di Soundcloud è sicuramente il vasto catalogo di musica indie disponibile, dunque non c’è dubbio sul fatto che con questa caratteristica in più, potrebbe tener testa ai giganti dello streaming musicale.