Nelle ultime due settimane, Barilla ha lanciato con ELIS una campagna di marketing su Twitter: inviando un tweet con hashtag #SOSPasta, gli utenti del social network possono ricevere indicazioni sui piatti da preparare a partire dagli ingredienti a loro disposizione. Un’idea interessante per promuovere la già famosa pasta asciutta emiliana… ma l’azienda non ha considerato la proverbiale “creatività” degli Italiani. @michaelgiova, infatti, ha pensato bene di rispondere inviando la foto del proprio cane e ha ricevuto una ricetta.



No, non siamo ai livelli di Giuseppe Bigazzi e la ricetta del gatto in televisione. Barilla ha proposto diverse varianti di pasta – non una, perché il bot è impazzito – che non prevedevano affatto il cane come ingrediente. Non è neppure un FAIL come quello di Maurizio Gasparri [vedi gallery] che ancora non ha imparato a usare Twitter: l’errore commesso dall’azienda parmense è stato quello d’affidarsi a un meccanismo automatizzato, generando involontariamente delle reazioni di scherno da parte degli utenti. È un errore evitabile.

Benché il profilo su Twitter di Barilla sia affidato a dei social media manager – quindi, a delle persone – incaricati da ELIS, le risposte di #SOSPasta sono automatiche: un bot identifica gli ingredienti elencati nei tweet degli utenti e propone una ricetta che li contiene. Quest’ultima è pubblicata sul sito della società e non è generata ex novo sulla base delle frasi inviate alla hashtag e ciò è indubbiamente un bene, ma non c’è alcuna intermediazione umana nel meccanismo di risposta. Basterebbe incaricare qualcuno di farlo.

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