Prima dell’iPod e la rivoluzione della musica digitale, Sony ha venduto milioni di Walkman, music player che ha cambiato la vita di tanti ragazzi ed appassionati di musica. Oggi, molti di noi, si spostano con cuffie ed auricolari al seguito, ma la nascita di questo fenomeno risale a 35 anni, quando Sony introdusse sul mercato il TPS-L2.

Negli anni ’80 e ’90, il Walkman ha rivoluzionato le abitudini di milioni di persone. Fino a quel momento, infatti, nessuno aveva mai pensato di creare un prodotto che offrisse la possibilità di portare la musica con sé. Sony fu la prima azienda ad inventare ed introdurre il primo Walkman nel 1979, modello TPS-L2. Il successo di questo prodotto aprì la strada per altri “mangianastri” di ridotte dimensioni ed, anno dopo anno, Sony registrò livelli di vendite sempre più elevati, al punto tale da diventare un prodotto di massa, come oggi lo sono gli smartphone.

Sony Walkman e cuffie

L’invenzione delle musicassette, però, risale agli inizi degli anni ’30, quando la BASF, azienda di ingegneria chimica tedesca, ideò un sistema per avvolgere del nastro, contentente informazioni, attorno a bobine giganti. Seppur interessante, ci volle mezzo secolo per ridurre al minimo le dimensioni dei nastri, al punto tale da inserirli all’interno di una cassetta. Il Walkman TPS-L2, quindi, fu il primo dispositivo veramente portatile e vennero prodotte, al lancio, circa 30 mila unità ad un prezzo di 150 dollari. Il primo mese di vendite non fu entusiasmante, ma negli anni successivi Walkman diventò una linea di prodotti popolare ed si è adeguata ai tempi passando da “mangiacassette” a lettore CD, Mini-Disc, lettore MP3 ed, infine, come app per lo streaming di contenuti multimediali.

Walkman, quindi, è stata un’icona che ha accompagnato generazioni di giovani. Sony si è adattata al cambiamento, aggiornando la propria gamma di prodotti, anche se con l’arrivo dell’ iPhone, il mondo della musica è cambiato radicalmente. Oggi, grazie agli smartphone, è possibile ascoltare le canzoni preferite in streaming tramite app come Spotify o su YouTube. L’immediatezza odierna, quindi, fa da contrasto con la ritualità degli anni ’80, in cui i gesti di inserire una cassetta, riavvolgere il nasto con la biro erano momenti magici per gli amanti della musica.

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