Sony Computer Entertainment acquista quel che rimane dei brevetti e degli asset appartenenti a Onlive, il servizio di cloud computing che permette di videogiocare in streaming. Il servizio cesserà di esistere il 30 aprile, giorno in cui tutti i dati dei giocatori di OnLive saranna cancellati, anche se tutti i giochi Steam acquistati tramite la piattaforma resteranno sull’account.

“È con grande tristezza che dobbiamo chiudere il servizio di OnLive. Sony sta acquisendo le più importanti parti di OnLive, ma i loro piani non includono una continuazione del servizio di gaming nella sua forma attuale”. In merito alla sua chiusura, OnLive dichiara: “Vi ringraziamo dal profondo del nostro cuore per essere stati clienti di Onlive, e vi auguriamo tutto il meglio”.

L’operazione del colosso nipponico è simile ad un’altra acquisizione avvenuta nel luglio 2012, quando Sony aveva acquisito il servizio di game-streaming Gaikai per 380 milioni di dollari. Gaikai successivamente è stato trasformato in quello che ora si chiama PlayStation Now. OnLive ricevette già nel 2012 un finanziamento pari a 4,8 milioni di euro, dopo che la società ha maturato 30 milioni di dollari di debito.

Non è ancora chiaro come Sony sfrutterà la tecnologia di OnLive, anche se è molto probabile che il gigante nipponico la utilizzerà per migliorare il suo PlayStation Now (servizio in Italia ancora non è disponibile). Con i segreti di Gaikai e OnLive, forse Sony riuscierà nell’impresa di sdoganare il cloud gaming una volta per tutte. Rimangono ancora molti dubbi sull’attuale incapacità delle infrastrutture (nella maggior parte dei paesi) nel sostenere con stabilità questo tipo di servizi.