Google sarebbe intenzionata ad acquisire Songza, una startup fondata nel 2007 che propone l’omonima app per ascoltare musica in streaming su iPhone e Android. Quali sono le caratteristiche dell’applicazione e perché a Mountain View sono interessati all’acquisto? Le ragioni sono diverse, a partire dalla particolare struttura di Songza — che non è proprio un diretto concorrente di Spotify. A differenza degli altri servizi, infatti, non permette d’avviare singoli brani musicali… ma giusto intere playlist, spesso basate sull’umore.

L’utente di Songza non sceglie l’artista o il gruppo da ascoltare, ma un elenco di canzoni selezionate per accompagnare i momenti della giornata – dal lavoro al computer alle faccende domestiche – che non possono essere personalizzati a differenza di ciò che avviene su Spotify. L’applicazione è gratuita, senza pubblicità, però non è ancora disponibile sul mercato europeo: bisogna risiedere negli Stati Uniti per installarla. Qual è la strategia di Google? Songza rappresenta l’ennesimo motore decisionale per scoprire nuova musica.

Oltre a essere un complemento ideale per Google Now, Songza propone una qualità molto elevata dello streaming che è personalizzabile in base ai dispositivi usati per l’ascolto: questi sono soprattutto delle cuffie, come quelle acquisite da Apple con Beats. Che sia eseguita su iPhone o Android, la app permetterebbe a Play Music di distribuire musica ad alta fedeltà e organizzata in base agli interessi degli utenti. Un modo per trasformare la piattaforma in una radio privata su cui le etichette discografiche potrebbero investire.

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