Web o tv? Chi avrà la meglio? Nell’eterna sfida tra vecchio e nuovo, ci hanno parlato di una lotta tra rete e televisione, di una tv che non regge l’impatto col nuovo che avanza, della generazione un po’ attempata che guarda ancora le fiction, e dei loro figli che vivono su internet e la tv non la guardano più.
Ma sarà vero?

In tanti hanno profetizzato la fine della televisione, a vantaggio delle novità della rete e dei social, ma la tv sembra non voler morire, sembra essersi adattata pure troppo bene. Sembra, in effetti, che la televisione continui a vincere e ad essere la fonte principale del grosso dell’intrattenimento, per tutte le età e per tutte le tecnologie.
Come mai la televisione vince ancora sul web?

SOLDI
Il giro d’affari delle televisioni è tale da non poter essere scalzato tanto facilmente. Chi investe nell’intrattenimento per ora ha da una parte la cara, vecchia e affidabile televisione, con un pubblico grosso e stabile (soprattutto in Italia), e dall’altra lo strano, rischioso, incerto mondo del web, con un pubblico giovane e volubile, e con numeri interessanti, ma non paragonabili allo share televisivo. Senza contare che la televisione sa fare programmi buoni anche per il web, ma il web – eccetto rarissimi casi tipo The Pills – non sa fare cose buone per la televisione.
Voi chi scegliereste?

SECOND SCREEN
I talent, le partite, i talk show, i film, anche il telegiornale: tutto viene commentato sui social, ora gli spettatori guardano la tv per commentarla, con in mano il second screen (smartphone, tablet computer).
Un grande cambiamento, ma per la televisione cosa è cambiato? Per caso è stata messa nei guai? Al contrario: lo stesso spettacolo ora accontenta due pubblici diversi. C’è chi guarda i programmi e basta, e chi guarda i programmi per parlarne male sui social. L’intrattenimento per i primi consiste nell’avere un bel programma da guardare, per i secondi consiste nell’avere la possibilità di parlar male di qualcosa.
È tutto calcolato, e per la tv sono comunque spettatori, che guardano programma e pubblicità.

MICA SCEMI
La televisione non è fatta da sprovveduti: gli autori dei programmi hanno capito subito che aria tirava, con l’avvento dei social, e hanno imparato a fare programmi perfetti per i commenti del web, che puntassero proprio sui soliti difetti. Un brutto programma, una trovata trash, una situazione poco credibile, sono magnifiche occasioni per qualunque twittatore, anzi, per una moltitudine di twittatori.
Con uno smartphone in mano, tutti si sentono Dio, e la televisione fornisce continuamente a tutti un mare di peccatori da giudicare.

MASSA VERA
In definitiva, qui vale lo stesso discorso che si fa sul rapporto tra gli altri social e Facebook. Tutti molto particolari tutti suggestivi, ma dov’è che sta la massa vera, i milioni e milioni e miliardi di persone? Su Facebook.
Con la televisione, è lo stesso: se anche un vecchio format come il Festival di Sanremo riesce a fare la sua solita dozzina di milioni di spettatori, proprio grazie ai commenti al vetriolo della rete (che portano altra gente a sintonizzarsi), non c’è alcun dubbio: la televisione cavalca i social.
E vince.