Ci voleva il Giappone per capire che i social network, nei momenti più tragici della storia di un paese, possono essere provvidenziali per aggiornare parenti e amici sulla condizione di un territorio o sulle proprie condizioni di salute. Ecco allora che dall’Oriente arriva la proposta di un social d’emergenza. 

Immaginate di essere in un paese colpito dal terremoto, e non dovete fare un grande sforzo di fantasia, basta pensare a quel che è successo in Emilia Romagna qualche mese fa. E immaginate anche di voler rassicurare parenti e amici del fatto che non avete subito danni, che state bene.

Bene, le linee telefoniche sono tutte intasate e questo v’impedisce di rassicurare i vostri cari. L’unica alternativa, se c’è ancora qualche rete wifi aperta, è quella si usare i social network. Stessa cosa nel momento in cui state più o meno bene ma avete subito danni e chiedete aiuto per la vostra zona. Sempre il social network è lo strumento di cui avete bisogno.

I giapponesi, memori del disastro nucleare e consapevoli della pericolosità dei terremoti, vogliono che i social network diventino strumenti per lanciare gli SOS. Al vertice convocato dalle autorità giapponesi ha partecipato anche Twitter spiegando come con gli hashtag come #survived, la piattaforma di microblogging sia già disponibile a funzionare come strumento di SOS.