Stando in Umbria, nota regione medievale, vengo a contatto con tantissima gente che entra ogni tanto su Facebook, e Twitter al massimo lo ha sentito nominare in tv, e credo sinceramente che questo tipo di persone non si trovino solo in Umbria.
Ora, lungi da me giudicare costoro, però non posso fare a meno di pensare che, prima o poi, anche questi utenti non molto digitalizzati e ‘socializzati’ dovranno capire qualcosa di social network, perché quando la moda sarà finita alcuni social (i più noti) resteranno comunque come colonne portanti della rete, quindi, che gli piaccia o no, prima o poi li useranno.
Questa non vuole essere la solita guida per principianti, bensì un elenco di chiarimenti utili in ogni tempo, perché toccano aspetti di internet e dei social network che hanno già fatto discutere, fanno discutere oggi, faranno discutere domani.

1 – I social non sono tutti uguali
Sembra banale, ma nel mondo dei non esperti Facebook ha uniformato le menti, ha abituato tutti alla sua struttura comoda e nota al grande pubblico, e la gente tende a credere che più un social è simile a Facebook meglio è, quando invece i modi, i dettagli, le varianti, le sfumature in cui le persone interagiscono online possono essere tanti e diversi.
Per il sentire comune dei non addetti ai lavori, ad esempio, già Twitter è troppo strano o difficile, mentre molto semplicemente è diverso, come struttura, come concept, come interfaccia, come pubblico.
Il punto è: siate flessibili e non fossilizzatevi su una presunta ortodossia del social.

2 – Nei social vi vedono tutti o quasi
Prendiamo Twitter: quello che twittate, qualunque risposta o commento, non è visibile solo ai vostri amici, ma potenzialmente a chiunque. Se non avete lucchettato il profilo (o non vi siete posti il problema), vi basta un solo retweet per allargare il vostro pubblico a vostra insaputa, e vi basta anche solo un commento o una risposta per esser letti dalla persona più improbabile della rete. Non è strano, e non è un pericolo: sono social network, servono a condividere e a far sapere le cose.
Tutto questo non riguarda solo Twitter, perché per esempio ora Facebook ha introdotto gli hashtag, la visibilità dei contenuti è cambiata e potrebbe cambiare ancora, perciò in ogni tempo è sempre importante chiedersi: voglio più privacy e meno visibilità, o voglio meno privacy e più visibilità?

3 – La famigerata privacy
È sempre bene controllare e conoscere le impostazioni della privacy in ogni social. Ad esempio, Facebook ha delle buone impostazioni di privacy di default, infatti vostri status non sono visibili da Google, invece i vostri tweet si, a meno che, come ho detto prima, non abbiate lucchettato il vostro account Twitter, ma appunto su Twitter dovete farlo voi, non è un’impostazione di base.
I vostri tweet sono tutti pubblici e facilmente recuperabili dai motori di ricerca, in qualunque momento, anche nel futuro. Se, per esempio, tre anni fa non conoscevate bene il social, avete twittato il vostro indirizzo a qualcuno e non ricordate di averlo fatto, allora il vostro indirizzo è in rete da tre anni, alla mercé di chiunque, e voi non lo sapete.
Gli stalker e gli spioni (vedi il Datagate negli USA) purtroppo esistono: non dovete essere terrorizzati dalla loro esistenza, però cercate almeno di non facilitargli il lavoro.

4 – Brevità e comodità comportano superficialità.
Su Facebook gira di tutto, qualunque sciocchezza, link, post preso da blog improbabili, ecc, e quelle notizie spesso vengono considerate allo stesso livello di quelle dei quotidiani o dei TG. Su Twitter succede la stessa cosa, ma in più c’è che tutto è più breve: c’è poco spazio a disposizione, si impiega poco tempo per leggere, per capire, per rispondere, e spesso anche per ragionare. Non esagero se dico che, invece delle notizie, sui social spesso si commentano i titoli delle notizie, e ho detto tutto.
Questo cosa vuol dire? Che dovete imparare a regolare i vostri contenuti e il vostro pensiero critico sulla natura del mezzo: non aspettatevi un approccio sobrio, paziente e ragionato da parte del pubblico dei social, perché non lo troverete. Il social è un’agorà brulicante di opinioni impulsive e chiacchiere veloci; Twitter in particolare estremizza tutto questo puntando proprio sulla brevità.
Inoltre, le notizie che trovate sui social vanno prese sempre con le pinze, perché spesso sono ‘robetta’ che non informa davvero e che porta solo visite ai blog. Non siate ingenui, non credete a tutto quello che leggete, dedicate un po’ di tempo alla vostra informazione e verificate le notizie almeno sul sito dell’Ansa.

5 – Nei social la gente è aggressiva.
Come avrete sicuramente notato, il trolling, il litigio, gli insulti e talvolta le minacce sono cose abbastanza tipiche di ogni social. La gente è così cattiva? Ce l’hanno tutti con voi? C’è davvero da preoccuparsi?
Secondo me, non più di tanto. La mia teoria è che stare su internet è un po’ come stare in mezzo al traffico, dove alla minima infrazione o mancata accensione delle frecce si urla e si mandano accidenti al prossimo, e anche minacce di morte (“te venisse un colpo”, “schiantati al prossimo palo”, ecc).
Ora, nel traffico è tutto orale, mentre su internet le cose rimangono scritte, ma lo spirito con cui vengono ‘pronunciate’ è esattamente lo stesso. Urlare insulti dal proprio social-finestrino, senza ragionare e senza pensare alle conseguenze, è molto facile e tristemente tipico, e i commenti cattivi e pieni di bile vanno semplicemente presi per quello che sono, senza esagerare con i drammi o con la preoccupazione: sono semplicemente sfoghi di persone frustrate o stressate, perciò è molto meglio lasciarli cadere nel vuoto, piuttosto che dare visibilità e soddisfazione al vostro momentaneo nemico.

Riassumendo, i social sono macchine da visibilità, e come tutte le macchine bisogna saperle maneggiare. Vi aiutano a tenervi in contatto con la gente, e ad aggregare un pubblico che col tempo può diventare un grande pubblico che può essere d’aiuto alla vostra attività, può tornarvi utile per un sacco di cose, e tuttavia è superficiale, sbrigativo e piuttosto suscettibile ed emotivo. Le informazioni e le notizie che si trovano nel social, poi, vanno filtrate con il buonsenso e controllate bene.
Tenetelo presente, e buon social a tutti.