Ho appena ritwittato un interessante link sull’europeo di basket. Poi ho aperto Facebook, e ho messo un like alla foto di una mia amica, ho dato l’ok a partecipare a una festa sabato prossimo, e ho cambiato l’immagine di copertina perché quella che avevo mi ha stancato. Il tutto dal cellulare, sull’autobus. Il bello è che sono uscito da casa 15 minuti fa, e anche lì avevo il pc con Facebook. Morale: se siamo un popolo di iperconnessi, sovente nel club debbo metterci anche me stesso.

Spesso non ci basta essere stati per ore dinnanzi al pc: al primo momento utile, c’è la bramosia di ricontrollare. Ma non è troppo? Dell’abuso di internet se n’è parlato tanto, lo abbiamo fatto anche noi. Ma secondo un gruppo di studiosi svedesi, l’abuso di social network, con tutto ciò che ne comporta tra chat, foto, tweet e via dicendo, andrebbe a ledere la nostra memoria.

Secondo una ricerca del Royal Institute of Technology di Stoccolma. Un cervello “in pausa”, infatti, processa informazioni molto importanti, che ci servono come base per la memoria a breve termine. Sovraccaricarlo continuamente di dati e informazioni, specie quando sarebbe meglio distrarsi un attimo e “rilassarsi”, manda in crisi questo processo di rielaborazione.

Un mese fa, vi avevamo mostrato un’altra nalisi che spiegava come Facebook genera depressione. Ora la ricerca di Stoccolma ha notato che troppa esposizione ai social media non fa bene alla memoria di lavoro, che rischia di finire saturata di dati. Un information overload cerebrale che fa saltare il filtro che ci permette di selezionare le informazioni utili, separandole dal rumore di fondo. Inoltre, gli studiosi affermano che il cervello ha necessità di riposo, e i social spesso sottraggono tempo a questa importante fase.