Twitter è sempre più il social degli under 30. Facebook invece, ha fatto breccia nell’ultimo biennio tra milioni di over 50. Instagram vede una prevalenza di account femminili, LinkedIn, al contrario, è il social maschile per eccellenza. Sono tante le curiosità svelate dal rapporto di BI Intelligence: ogni social network sfrutta ogni giorno di più determinati dati demografici per svilupparsi, ed è per questo che tale rapporto si erge a prima piattaforma destinata anche a quelle aziende o realtà che guardano ai social come nuovo spazio per poter ampliare le loro attività, specialmente in ambito di comunicazione.

Vi abbiamo parlato in passato in termini sarcastici di come i social, per antonomasia, sono appannaggio dei più giovani e che i più anziani non sono altrettanto avvezzi. In realtà non è così: se si prende Facebook, il social con più utenti, la fascia 45-54 anni è quella cresciuta di più nell’ultimo anno, addirittura di oltre il 40%. Al contrario, su Twitter, nonostante i milioni di profili istituzionali, la fascia che cresce di più è quella under 30, +27% in un anno.

Fa altrettanto scalpore vedere che LinkedIn, che nell’ultimo periodo è balzato alle cronache per gestioni non proprio esemplari degli account, abbia al suo interno sette profili su dieci maschili, al contrario, su Instagram il rapporto di BI svela che il 68% degli account appartiene a donne.  Questo report è uno strumento utilissimo: analizza sesso, reddito , età e statistiche per ogni social network, include 16 set di dati che forniscono un quadro approfondito della demografia su ciascuno dei principali social network. Illustra l’attività mobile (Pinterest, ad esempio, risulta per ¾  un social che si usa sul telefono) su social media e il suo peso relativo su ciascuna delle piattaforme, analizza le fasce orarie e il flusso delle attività. Ne setiremo ancora parlare, questa è l’impressione.