Ieri sera ho assistito al pitch di Luigi Passera a Startuppami, l’evento milanese in cui chi ha appena avviato un progetto può presentarlo agli startupper locali per avere un feedback. Dreamtogether è un social network dei sogni, la cui grafica è curata solo in parte (molto c’è da lavorare), ma è semplice e accattivante. Il tuo futuro è una linea retta su cui puoi registrare i tuoi sogni, le cose che vuoi fare nella tua vita, presto, in un determinato momento o prima o poi. Se ci fosse stato quando avevo venti anni chissà quante cose ritroverei oggi che sono invece sogni andati persi.

Per lanciare Dreamtogether Luigi ha puntato sulle università italiana. Vi ricorda qualcosa? Esatto: Facebook nacque così. Be’, a dire il vero Facebook mosse i primi passi in una sola università, ma era il 2004 e appunto non c’era Facebook. Su Dreamtogether puoi fare essenzialmente due cose, oltre a registrare i tuoi sogni (con foto, testo e video): supportare gli altri nella realizzazione dei propri sogni, offrendo loro consigli e dritte, oppure ringraziare gli altri per il loro supporto.

Il social è partito venerdì scorso e non so come, quello che ho potuto percepire dandogli uno sguardo è che il numero di utenti attivi e le interazioni sono parecchi. Certo, molti sono amici di quelli che l’hanno lanciato, ma di amico in amico il progetto può crescere.

Dreamtogether è un social network proiettato nel futuro che per certi versi lavora sullo stesso segmento dei to-do di Circleme, una delle due app italiane finaliste al Mobile Premier Awards. Non c’è partita sulla grafica, ma forse Dreamtogether, cui pure manca un funzione per trovare gli amici, ha trovato il modo di sfruttare gli interessi fra le persone per aggregarle. Perché i sogni creati da una persona sono pubblici e possono essere supportati da chiunque. Per esempio il sogno di un governo italiano in grado di cambiare il Paese ha già 14 supporter. E ogni sogno è in grado di generare una discussione fra gli utenti su come realizzarlo.

Coerentemente, non ci sono amicizie, non c’è follow e le ricerche sono di due tipi: per sogni e sognatori. Questo evita agli utenti di concentrarsi su come aumentare i propri follower o cimentarsi nella ricerca degli amici, ma li obbliga a concentrarsi sui sogni.

Ripeto che il sito è davvero bruttino, ma ci vedo un grande potenziale. Molto difficile, ma non impossibile, la monetizzazione: in fondo se sai quello che voglio fare nel futuro ti puoi rivendere questa cosa alle aziende per mostrarmi pubblicità di prodotti connessi ai miei sogni.

Aver lanciato nelle università italiane credo che permetterà al team di sviluppare tecnologia e design in relativa tranquillità prima di andare all’estero. Un sincero in bocca al lupo. E un consiglio: sviluppate un algoritmo che limiti la creazione dei sogni perché più sono stardizzati più è facile aggregarci persone intorno.