Socializzare, condividere, confrontarsi, mai come oggi questi tre verbi sono l’emblema di quello che voi fate ogni giorno e che io stessa mi prodigo di fare. C’è un settore in cui questi tre verbi sono davvero importanti, perché contribuiscono al progresso e al miglioramento della vita, sto parlando della ricerca scientifica. Un settore in cui condivisione e confronto sono concetti recenti, emersi anche grazie alla rete.

Sembra che l’uomo più ricco del mondo e fondatore di Microsoft, Bill Gates, abbia fatto parte di un gruppo di investitori che il mese scorso ha fatto racimolare a ResearchGate ben 20 milioni di dollari. La notizia giunge insieme a quella del successo di Internet Explorer 10 che avrebbe superato in download Explorer 6 e 7. Alleluia mi permetto di dire.

Research Gate è un social network che promette di aiutare i ricercatori sparsi in diverse parti del mondo ad entrare in contatto e a condividere i risultati delle loro ricerche.

Quasi 3 milioni di ricercatori si sarebbero già iscritti, di questi oltre 729 mila sarebbero ricercatori in medicina e avrebbero condiviso circa 8 milioni di documentazioni. Secondi i biologi con oltre 607 mila iscritti e 9 milioni di documenti condivisi. Seguono ingegneri e chimici.

Il social network è stato fondato nel 2008 da due fisici il Dott. Ijad Madisch e il Dott. Sören Hofmayer e dall’informatico Horst Fickenscher e nasce dall’esigenza di trovare una soluzione per collaborare e condividere il proprio lavoro quando ci si trova in parti diverse del mondo.

Che sia arrivato il momento dei social network di settore in un momento in cui i social network generalisti producono tanto rumore inutile? La speranza è l’ultima a morire.