Sono anni che Dio rompe le scatole a tutti gli esperti di web chiedendo: quanto dureranno ‘sti social network?
Ormai un sacco di gente ha accumulato un discreto bacino di followers o fan: se i social dovessero sparire, tutti questi followers sparirebbero con loro, e si dovrebbe ricominciare da capo.
Dio ha una religione da gestire, mica robetta.

Quando penso a queste cose, mi sale l’ansia, e a farmi sentire peggio ultimamente arrivano anche quegli articoli del tipo “Twitter è morto”, o “Google+ è morto”, ma poi prendo un bel respiro, chiedo pareri e mi rassereno, perché ci sono almeno 5 motivi per cui i social saranno in una botte di ferro ancora per un bel pezzo.

INSOSTITUIBILI
I social, o almeno i più grandi, vanno guardati come già da diversi anni si guarda a Youtube: può, allo stato attuale delle cose, arrivare un altro servizio di televisione web, rivoluzionare tutto di nuovo, e affermarsi tanto da scalzare una colonna portante del web come Youtube? Direi che è impossibile.

TOO BIG TO FAIL
La fase del web 2.0 in cui nascevano i social, e non si capiva bene cos’altro poteva succedere, sembra conclusa: i più grossi sono nati, sono cresciuti e si sono imposti, e come si usa dire per le grandi banche americane sono “troppo grandi per fallire”. Certo, questo era anche quello che si diceva di Lehman Brothers prima dell’ottobre 2008, ma dei colossi della finanza solo uno è fallito davvero, gli altri al massimo si sono accorpati, diventando più forti, e indovina un po’? Anche i social si stanno accorpando, oppure uno acquista gli altri, diventando dei colossi ancora più invincibili.

PROFETI DI SVENTURA
Mai fare troppo affidamento su dati e statistiche, perché ci vuole troppo poco a manipolarli. Un piccolo calo di un social network può essere preso, enfatizzato e usato come argomento per farci un giro di post praticamente su tutti i blog, per poi farci un altro giro di post quando esce la smentita. Vedi i vari “Twitter è morto”, “Google+ è morto”, ecc. L’informazione è una brutta bestia.

TELEVISIONE
Le reti televisive si sono accorte che i social portano audience: tutti i format di successo in questo momento sono basati sull’interazione con il pubblico, la cercano e la suscitano in tutti i modi.
Masterchef, Masterpiece, The Apprentice, The Voice, X-Factor, e i vecchi e collaudati Amici, C’è Posta per Te, anche Ballando Con Le Stelle, Grande Fratello e Sanremo: nei programmi si fa di tutto per emozionare gli spettatori in un modo strategico e 2.0, cioè spingendoli a commentare sui social quello che vedono, e anche criticare, insultare, oppure tirarsi fuori e scrivere che no, quel programma non lo guarderanno mai e non capiscono chi lo guarda.
Qualunque commento, in qualunque timeline, fa audience, e la collaborazione tra tv e web è una garanzia per entrambi.

TWITTER E L’INFORMAZIONE
Infine, quello che mi interessa di più. Facebook è invincibile ed è il vero social di massa, ma Twitter rappresenta un caso a parte: non si aggrega con nessun altro social, si regge da solo, e ci riesce perché si è preso la fetta dell’informazione. Oltre ai bimbiminchia, i giornalisti lo usano tantissimo, e finché al telegiornale i tweet dei vip faranno notizia, e finché i politici continueranno a twittare invece di convocare le conferenze stampa,  il social dell’uccellino sarà al sicuro.