“Ciao / un bacio / sono la mamma”. Stavo in redazione quando questi tre messaggi sono apparsi su Adium, l’app che qualche anno fa usavo per gestire gli im. Mia madre aveva imparato a usare MSN e io capii subito che per me sarebbe stata una tragedia. Ora ha sito, un blog, me la ritrovo su Facebook e vuole imparare a usare Twitter, anche se non ha ancora capito a che serva.

Come la mamma di Marco Zamperini, Annamaria Pratesi, anche mia madre un giorno ha visto la pubblicità di un corso per imparare a usare i social e ci si é iscritta. Annamaria ha fatto lo stesso con un corso per Internet e oggi evangelizza quelli che chiama geriatrici digitali. Ho fatto due chiacchiere ieri con Annamaria a margine di un evento della Social Media Week in cui la protagonista era proprio lei, la social media mum che mette a repentaglio con i proprio commenti l’immagine del figlio su Facebook, come il Funky Professor ha lamentato.

Premessa. L’approccio di Annamaria con Internet é stato molto pratico. Al corso ha trovato dei giovani che insegnavano agli anziani a usare Internet e le hanno fatto vedere come si manda una mail. Dopo tre minuti mia figlia mi ha risposto e io ho capito che dovevo imparare quella cosa. Oggi per lei computer e iPad sono strumenti di tecnomagia senza i quali non può più vivere perché, ha raccontato, le permettono di stare in contatto con la figlia dall’altra parte del mondo, con gli amici su Facebook, organizzare viaggi e visitare mostre che si tengono in posti dove non può andare. Stiamo parlando di una ragazza del 1937, giusto per capirci. Che per vivere appieno la propria vita oggi ha bisogno di Internet, perché altrimenti sente di perdere qualcosa.

La cosa piu importante che ho imparato é che io sono una persona intelligente e il computer é una macchina che sa solo quello che le dici e se sbagli puoi tornare indietro. All’inizio però c’è una frustrazione pazzesca perché non capisci gli errori. Dobbiamo liberarci dal vincolo di farci spiegare le cose dai nostri figli, che poi magari ci prendono in giro e ci fanno sentire in imbarazzo perché non sappiamo fare cose che per loro sono banali

Computer, smartphone o tablet: qual é il modo migliore per affrontare Internet passata una certa età?

Lo smartphone no perché é piccolino e si incastrano le dita. O un computer di quelli piccoli oppure l’iPad o un tablet. Certo bisogna fare un minimo di istruzione per superare il primo momento di timidezza.

Quali sono le app da imparare a usare assolutamente?

(Tira fuori il suo iPad mini dalla borsa). Ti faccio vedere. Io uso spesso Safari, la mail, Facebook, Immagini, Skype, Youtube, Musica e Libri.

Non c’e il rischio con Facebook di continuare a fare la mamma chioccia?

Non é che spio i miei figli e nipoti, diciamo che con mia figlia che vive negli Stati Uniti prima ci sentivamo molto spesso perché era single, oggi un po’ di meno, ma si é creato un legame di amicizia su Facebook. Ecco no, io non credo fare la chioccia.

E con i suoi amici come va?

Mah, c’è una che tiene il computer che le ha regalato il figlio nel cassetto, però in tanti altri hanno imparato. Il problema é che quando si comincia si vanno a fare corsi professionali di cui non c’é bisogno. A noi che abbiamo una certa età occorre sapere come si va su Internet, come si usa Facebook, come si possono scaricare e stampare le cose per esempio dall’Inps, ma non abbiamo bisogno di capire come funzionano queste cose.

E se qualcosa non riesce a farla a chi la chiede: suo figlio, suo nipote o Google?

Prima cerco di capire perché non capisco, poi chiamo l’assistenza e se proprio non ci arrivo di solito chiedo ai nipoti. Ci sono un po’ di cose che non ho capito bene, ma piano piano le imparo.