C’è uno che è diventa sindaco e appena insediato fa subito tre nomine: un responsabile per gli open data, un capo del dipartimento per la tecnologia e un direttore dei social media. Non è una barzelletta di Berlusconi, ma quello che ha fatto il sindaco di Chicago Emanuel Rahm. Ieri alla Social media week di Milano era ospite Kevin Hauswirth, il social media director. Ha tenuto un interessante keynote in cui ha raccontato quello che hanno combinato laggiù. Vi riporto i miei appunti.

Interessante innanzitutto è il punto di vista. Le tre nomine sono state fatte con l’obiettivo di aiutare la città. La tecnologia, così come i social media, sono stati promessi e visti dal nuovo sindaco come uno strumento per aumentare la comunicazione con i cittadini. Già, ma non si rischia così di tagliare fuori qualcuno? Solo in parte, ed è per questo che l’amministrazione ha creato degli spazi pubblici in cui i cittadini hanno libero accesso alla rete.

Kevin ci ha mostrato una poltrona infilata in una buca. La gente la fotografava e la twittava, ma nessuno si è preso la briga di chiederne al comune la rimozione. Ci sono diversi gruppi di audience che un comune può trovare sui social media:

  • quelli che ti odiano a prescindere;
  • quelli che hanno informazioni sbagliate;
  • quelli che mancano di informazioni.

Poi ci sono anche quelli che hanno ragione perché è il comune che è in torto. I feedback in questo caso aiutano a migliorare, ma solo se il comune ha una mentalità aperta e riesce a distinguere fra problemi di prodotto e di comunicazione.

Una città per essere smart non ha bisogno di molto. Il primo passo è cominciare ad adattarsi ai propri cittadini senza aspettare che questi si pieghino al modus operandi dell’amministrazione. Nei comuni ci sono già persone che fanno molto bene il proprio lavoro: a volte si tratta solamente di metterle in comunicazione con la gente che vive fuori dagli uffici.

E quando si coinvolge la gente là fuori, le cose rischiano di cambiare davvero. I civic hacker di Chicago hanno preso i dati resi pubblici dall’amministrazione e hanno creato così tante app che il comune ha dato vita a un app store di app civiche in cui è possibile trovare davvero di tutto, dalla mappa di dove sono gli spazzaneve a quella della criminalità, dagli stipendi dei politici ai dati di spesa.

Certo qui da noi verrebbe da dire che un comune che va sui social si espone agli insulti dei propri cittadini, più che comunicare con loro. Be’, detto che un po’ di insulti sarebbero anche meritati, per essere creduta un’amministrazione ha bisogno di ascoltare ed essere onesta.

Vi lascio con una slide che dalle nostre parti sarebbe così rivoluzionaria che non ho neppure parole per commentarla.