Quello di WordPress é oramai quasi un monopolio quando si tratta di fare un sito Internet in maniera veloce e funzionale. Certo, gli amici sviluppatori sottolineeranno che non é una soluzione ottimale, che meglio sarebbe costruirselo da soli il proprio sito, ma tant’è: WordPress é una delle migliori piattaforme per bloggare e anche la più diffusa. Ieri sono stato a uno degli eventi della Social media week in cui sié discusso dell’uso dei social con WordPress. Vi riporto i miei appunti presi durante gli speech degli amici di WordPress Italy.

Dalla premessa, a cura di Alessio Luparelli: tutti noi abbiamo la necessità di metterci al centro del nostro web; i sociale network devono restare una cosa che usiamo noi, non dobbiamo farci usare da loro. Facebook non é il centro del web. Quando riusciamo ad assimilare questo concetto siamo in grado di migliorare il nostro personal branding (nel link i miei consigli in materia), la gestione dei contenuti e avere utenti con cui interagire.

Ecco dieci regole fondamentali per approcciare nel modo giusto i social media:

  • i contenuti sono tuoi;
  • i contenuti devono essere controllati da te e nessun altro deve poterli cancellare;
  • devi essere tu a scegliere come distribuirai i tuoi contenuti e quando;
  • gli utenti non sono tuoi né di nessun altro, ma sono liberi;
  • i social sono luoghi di incontro dove la gente parla anche di te, quindi se sei un’azienda devi ricordarti che non sei al centro degli interessi degli utenti i social;
  • occorre presidiare i social per vedere quando ci citano per cogliere le opportunità di migliorare il rapporto con gli utenti;
  • meglio pochi utenti fedeli che tanti che non ti desiderano;
  • giocare in casa é meglio che farlo su siti di altri;
  • Facebook non é internet;
  • i social network non sono Internet.

Ecco invece alcuni plugin per la gestione dei social su WordPress, suggeriti da Paolo Valenti, che sconsiglia di fare da soli se non si hanno risorse da dedicare allo sviluppo. Certo fare da soli offre un maggior controllo e migliora le performance, ma implica la necessità di risorse per manutenzione e richiede di seguire gli aggiornamento delle API. Quindi se si hanno a disposizione sviluppatori e progetto grafico specifico può convenire, ma poi tocca ricordare che chi inerisce il codice non é lo stesso che degna il sito.

Ecco la lista che vi avevo promesso:

  • Jetpack, una sorta di coltellino svizzero per inserire i bottoni di condivisione. Per utilizzare alcune funzioni come le statistiche occorre pero essere registrati su wordpress.com. Dietro a Jetpack però c’é la stessa società che sta dietro a WordPress.
  • Shareaholic offre la possibilità di utilizzae una topbar e gestire i suggerimenti per gli utenti registrati al sito. Però ha una grafica oramai vecchia, anche se può essere ancora accattivante.
  • Socialize é uno dei piu semplici e permette di integrare i bottoni nei all’interno dei post.
  • Digg Digg offre una barra fluttuante per gestire i social, offrendo la stessa funzione anche per esempio sui riassunti.
  • Getsocial permette di scegliere fra una barra fluttuante o una statica, é molto semplice da gestire e consente di gestire le dimensioni dei pulsanti per evitare di vederli troncati.
  • Sharethis nasce come servizio di condivisione generale, ma registrandosi offre anche analisi e statistiche e permette di scegliere fra l’uso dei bottoni, la barra fluttuante o statica e la semplice icona verde di condivisione.

Bonus tip: conviene sempre inserire solo i bottoni dei social che si utilizzano, perché poi i social vanno monitorati e anche perché più bottoni ci sono maggiori sono le richieste che vengono fatte verso l’esterno, quindi aumentando il tempo di caricamento della pagina con il rischio annesso di perdere il lettore.

Già, ma qual é il vantaggio di usare WordPress in chiave social media? Il fatto é che WordPress permette di gestire in “remoto” le tab della propria pagina Facebook, offrendo la maggior interazione fra i nostri contenuti e la piattaforma del social, ha spiegato Stefano Aglietti. L’uso delle tab non é semplicissimo, ma offre uno strumento ulteriore per “acquisire” l’utente (e i suoi dati) che é arrivato sul nostro sito o ci ha scoperto tramite pubblicità o Google. Questo permette di raccogliere informazioni che rimarranno in nostro possesso e di integrare con i dati raccolti attraverso sistemi informatici esterni a Facebook. Il problema é però che non é possibile ridirigere quelli a cui non piace la nostra fanpage a una tab specifica dalle impostazioni di Facebook.