Così va la vita: oggi sei a twittare cattiverie su Justin Bieber, domani ti chiudono in una scatola che mettono sotto 3 metri di terra (e non si aspettano che tu ne esca fuori come Houdini).
Insomma, anche se è spiacevole ricordarvelo – ed io godo un sacco nel farlo – prima o poi morirete: meglio pensare per tempo al testamento ed al messaggio da lasciare ad amici e conoscenti.
Ed agli amici 2.0, quelli che frequentiamo quotidianamente sui social network? Se la chiamiamo vita digitale, viene da sé che dovrebbe godere dello stesso rispetto di quella ufficiale del mondo reale.
Ci sono molti modi per fare arrivare il nostro estremo messaggio a chi ci segue online, ed addirittura accorgimenti per chiudere il nostro account una volta passati a miglior vita (vita 3.0?).

Mandare un messaggio dall’aldilà (Ciao ragazzi, sono morto!).
Sui social è molto banale, basta utilizzare gli strumenti giusti. Hootsuite ad esempio è un servizio web, con app per smartphone e tablet, che permette di loggarsi a più social network (Twitter, Facebook, Google +, Linkedin etc) e gestirli tutti da un unica piattaforma. La funzione che ci interessa per salutare i nostri amici dalla tomba è la programmazione dei post: è infatti possibile scriverne uno che sarà mandato da tutti i nostri account il giorno e all’ora che stabiliremo. Programmando quindi un messaggio tra un mese, ad esempio, e ricordandoci di spostare tale data ogni volta (nel caso non fossimo ancora a guardare i fiori crescere dalle radici) possiamo fare arrivare ai nostri followers l’ultimo tweet dall’oltretomba. Ecco, l’unico problema di questo metodo è ricordarsi di modificare la data di pubblicazione: una dimenticanza potrebbe innescare situazioni alquanto imbarazzanti.
Per mandare una più banale mail, magari contenente foto e video, potreste affidarvi ad un servizio online: facendo un banale ricerca ne troverete decine che offrono piani tutto compreso per circa 250 dollari. Personalmente ve li sconsiglio: dalle mie ricerche ho visto che muoiono – nel senso che i siti vengono chiusi – nel giro di pochi anni, senza quindi (lo spero per voi) aver portato a termine il loro compito.
Fortunatamente Gmail ci viene in aiuto: attivando le funzioni Labs è possibile programmare l’invio di una mail ad una data ed ora specifica, da posporre se camminiamo ancora in questa valle di lacrime.

Chiudere un’account dopo la morte.
Cancellarsi da un social network è già difficile in vita, figuriamoci quando saremo alle prese con vermi e decomposizione.
L’unico che offra un servizio di disattivazione temporizzata è Google: possiamo attivare la funzione Inactive Account Manager che ci cancellerà dai suoi servizi (GMail, Google +, Picasa, Blogger etc) se non vi accederemo per 6 mesi, un anno o altra data da definire al momento della configurazione.
Twitter e Facebook, sui quali passiamo la maggior parte della vostra vita digitale, purtroppo non offrono un servizio simile: la cosa migliore da fare è mandare le credenziali di accesso ad una persona fidata (magari con una mail come descritto prima) e lasciare che sia lei a suonare il requiem della nostra vita 2.0.

Un’ultima cosa: sappiate che quando un’account muore passa in automatico su MySpace.

Cordialità,

Il Triste Mietitore