Domani, 29 settembre, debutta ufficialmente sugli scaffali dei negozi SNES mini, versione in miniatura della vecchia console nipponica uscita in Europa nel 1992 con 21 giochi preinstallati e che succede il NES mini in questa nuova linea di micro console.

Un bel giorno per i nostalgici e gli amanti del retrogaming, tuttavia i ragazzi di Digital Foundry, smontando la console, hanno scoperto un dettaglio che potrebbe far storcere un po’ il naso ai futuri possessori. Scoperchiando SNES mini, infatti, il team di Digital Foundry ha scoperto che la piccola console ha lo stesso hardware di NES mini. A cambiare fra i due dispositivi è semplicemente l’emulatore che farà girare i giochi.

In definitiva, sotto la scocca di SNES mini si nasconde un SoC Allwinner R16 con quattro core ARM Cortex A7 e una GPU ARM Mali 400 MP2. La memoria per lo storage dei dati è di tipo NAND e è da 512 MB. Come già detto, il software differisce invece rispetto a quello del predecessore NES mini, ed è infatti presente un emulatore sviluppato da Nintendo utile a riprodurre i 21 giochi preinstallati e anche i chip custom con Super FX o Super FX2 e il chip SA1.

Lo stesso hardware di NES mini in SNES mini potrebbe voler significare che gli hacker, che già hanno violato la prima mini console, potrebbero fare lo stesso con questo piccolo Super Nintendo e quindi estendere la libreria di giochi disponibili al lancio.