In soli quattro anni ha registrato una crescita dei ricavi pubblicitari costante. Le prime indiscrezioni sulla quotazione in Borsa nel 2017 parlano di un valore minimo di 20 miliardi. Lo scorso maggio una raccolta fondi ha procurato 1,8 miliardi. Tra i suoi investitori ci sono i maggiori nomi della finanza americana. È  Snapchat e dovete leggerlo come la nuova grande cosa della web economy. I numeri di questa applicazione parlano chiaro: 150 milioni di utenti (50 dei quali in Europa) scorrono dieci miliardi di video ogni giorno. E questi utenti non sono quelli dei social network più noti: hanno spesso meno di 24 anni. In Italia, il 44% ha età compresa fra i 13 e 17 e un altro 42% dai 18 ai 24 anni.

Di fatto, Snapchat ha trovato la formula segreta per trasformare la fotocamera dello smartphone in una macchina del divertimento (e dei soldi). Tutti sapevano che si doveva fare, in molti ci hanno provato. Da un paio di anni è pensiero condiviso dagli osservatori che Snapchat ci è riuscito, grazie a due intuizioni: la cancellazione automatica dei contenuti dopo 24 ore (no yesterday, come dicono loro) e l’estetica aumentata dei video verticali. La verticalità insieme a quelle animazioni e filtri in tempo reale hanno creato un’estetica così influente che molti hanno iniziato ad imitarla. Prima fra tutti Instagram, che da qualche giorno ha implementato le dirette live; la sequela di imitazioni di Snapchat, soprattutto da parte della costellazione di prodotti Facebook, è lunga.

In Italia dobbiamo prepararci allo sbarco. Ovvio, molti già lo usano. Per ora Snapchat ha sedi a Los Angeles, New York, in Canada, in Australia, a Londra e Parigi, ma con una popolazione di utenti così giovane ed attiva, propensa alla creatività e all’elettronica di consumo, Snapchat non potrà che crescere e forse anche aprire nel Belpaese. In termini pubblicitari potrebbe significare che arriverà anche la piattaforma Discover, il magazine di news ritagliato per Snapchat (al momento solo in UK e Francia). Per quanto riguarda i dispositivi, le novità d’oltreoceano, gli Spectacles, gli originali occhiali low cost che consentono di aprire una sessione in diretta su Internet con un punto di vista panoramico a 115°, sono fortemente candidati ad arrivare anche qui. L’effetto di questo device indossabili è strabiliante: la festa di compleanno del figlio, una cerimonia, la partita, la promessa di matrimonio, qualunque evento personale o collettivo si trasforma in un video in soggettiva e che ruotando lo smartphone resta sempre dritto, conquistando spazio attorno a sé, come una magia (il segreto è il formato circolare). Pochi dubbi che in Italia ne andrebbero pazzi.

Come sono riusciti a fare tutto in poco tempo? Loro rispondono che la differenza rispetto agli altri sta nel fatto che il team che si occupa dei prodotti è lo stesso che si occupa degli annunci. In effetti, l’advertising sulla piattaforma è esteticamente integrato e piacevole come il contenuto creativo dalle persone ma basta un tocco per andare oltre. Gli annunci sono brevi, i suoni sono fondamentali, possono essere singoli o costruiti secondo criteri geografici, e gli utenti possono anche fare da testimonial di un marchio adottando un’animazione speciale, guadagnando qualcosa. I tassi di conversione (cioè ogni volta che un click si trasforma in un acquisto) sono due volte maggiori rispetto alla media della pubblicità sul mobile.

Se sono subito accorti il mondo dello sport e della moda, particolarmente attenti alla fascia d’età più giovane ed attiva e, si sa, distante dalla televisione e dalla stampa. Così, in Italia le Storie Ufficiali – account verificati – che vanno per la maggiore sono quelli delle squadre di calcio, e fra gli account più popolari si notano le tipiche figure di riferimento per i millennials: i fashion blogger Chiara Ferragni e Mariano Di Vaio, Andrea Damante di Reality TV, la youtuber Greta Menchi.
Molto di questo potenziale non si è ancora scaricato, ma è solo questione di tempo. Forse fino ad oggi scovare nello smartphone dell’adolescente di casa una breve clip dove il volto si trasforma in un pirata, o qualunque altra cosa, poteva sembrare cosa di poco conto, ma è molto più seria di quanto si suppone. L’opinione dei nuovi cittadini presenti e futuri si formerà sempre più in questi ambienti, e nel caso degli Stati Uniti sono proprio i più giovani ad aver disertato le urne quanto bastava per far vincere Donald Trump, che peraltro i social li ha usati benissimo. Chissà che il prossimo presidente Usa non verrà “deciso” su Snapchat…

I NUMERI DI SNAPCHAT

  • Evan Spiegel  ha fondato Snapchat 4 anni fa
  • Snapchat ha 150 milioni di utenti attivi giornalieri
  • L’86% degli utenti italiani è under 24
  • Ogni giorno Snapchat registra 10 miliardi di visualizzazioni dei video, e ne vengono caricati un miliardo al giorno
  • Mediamente l’utente Snapchat entra nell’applicazione 18 volte al giorno