Our Story è una nuova funzione di Snapchat che consente di visualizzare dei contenuti live, pubblicati dalla comunità: introdotta in via sperimentale con l’Electric Daisy Carnival a Las Vegas, ha già registrato 350 ore di filmati e sequenze fotografiche inviati da eventi come il Lollapalooza a Chicago. Sulla app per iPhone e Android questi Snap sono visibili accedendo al menù di destra nella parte bassa dello schermo — e appaiono come Aggiornamenti Recenti, restando separati da quelli dei contatti. Una funzionalità controversa.

Se, da un lato, Our Story può trasformarsi in una forma di citizen journalism evanescente – perché le notizie su Snapchat non restano accessibili a tempo indeterminato – dall’altro la scelta degli eventi live da seguire lo rende giusto uno strumento per voyeur. La raccolta di contenuti dallo EDC, infatti, propone essenzialmente filmati di ragazze saltellanti in bikini e ragazzi più o meno alticci che cantano e ballano: non stupisce, essendo un festival di musica elettronica, ma quale sarebbe il senso? Un esperimento sociologico?

Niente di tutto ciò. Una giustificazione di Our Story in Snapchat è la pubblicità: non sembra possibile proporre un evento da cui raccogliere i contenuti che saranno mostrati all’intera comunità degli utenti. Scelti da Evan Spiegel e dal suo team i live diventeranno una forma di promozione – a pagamento, s’intende – che i PR o i medium sfrutteranno per aumentare la visibilità delle varie manifestazioni. Qui la definiremmo pubblicità occulta (almeno, se non sarà dichiarata esplicitamente) e per l’utente ha un interesse relativo.

Photo Credit: Yuko Honda via Photopin (CC)