Snapchat, l’applicazione che avrebbe voluto Mark Zuckerberg, ha introdotto i messaggi di testo e le video-chat: quanto mancava perché fosse completa. Inizialmente, la app permetteva soltanto d’inviare ai contatti immagini e filmati — capaci d’autodistruggersi. Oggi, invece, la app può competere coi servizi di messaggistica come WhatsApp e Facebook Messenger. È una beffa che certo non farà piacere a chi le mantiene entrambe, dal momento che l’acquisizione miliardaria della prima poteva essere evitata proprio comprando Snapchat.

Sembra un paradosso, ma – a dispetto del nome – ciò che mancava a Snapchat era proprio una chat: adesso è arrivata, però le conversazioni potrebbero essere a rischio quanto foto e video. Bastano trenta minuti per aggirare i controlli introdotti per colmare le lacune dell’applicazione. I vantaggi della app, però, sono tanti. specie considerando che è gratis (a differenza di WhatsApp) e non richiede l’accesso al numero di telefono degli utenti. Funziona sui tablet, insomma, e dà un maggiore senso di rispetto del diritto all’oblio.

Lo schiaffo morale a Zuckerberg è nel funzionamento della nuova video-chat di Snapchat, che riprende il design delle Chat Heads di Facebook Messenger. Se fosse il primo d’aprile, avrei pensato a uno scherzo: così non è. Quanti utenti di WhatsApp con l’abbonamento in scadenza potrebbero passare a Snapchat, adesso che offre la possibilità di comunicare con gli amici? Stime da valutare a freddo, ma l’impero di Facebook ha un temibile rivale — che non ha esitato un solo istante a rifiutare i milioni di dollari offerti da Zuckerberg.