Sono sempre più numerosi gli abbonamenti telefonici legati all’uso dello smartphone: telefonate, sms e connessione ad internet. Per questo usare un’applicazione o un servizio tradizionale è diventato equivalente. Dove andiamo a parare?Non si tratta della solita manfrina anti tecnologica, anzi, vogliamo documentare il cambiamento che le applicazioni degli smartphone hanno introdotto nella vita di tutti giorni.

Si pensi soltanto ad un’operazione molto frequente tra giovani e meno giovani: l’invio/ricezione di messaggi. In genere questo servizio, che definiamo per convenzione tradizionale, è compreso nei ranghi di numerose offerte: si paga una specie di abbonamento e si possono inviare un tot numero di messaggini.

Diverso è se si usano delle applicazioni, in quel caso è la connessione ad internet che conta. E arriviamo al caso di WhatsApp, un’applicazione molto interessante che rischia di mandare in pensione gli sms. Qualche settimana fa si era diffusa la voce che WhatsApp stesse diventando a pagamento.

Una notizia che ha gettato il panico tra gli utilizzatori del sistema. Il fatto è che quest’applicazione fa paura a chi affida il fatturato al traffico dati via sms e mms. WhatsApp ha incrementato i suoi numeri, passando da un milione a un miliardo di txt inviati.

Ogni ora sono scambiati 41.666.667 messaggi, che sarebbero 11.574 messaggi al secondo. Sarà davvero la fine?