Dell è una fra le aziende che tuttora credono nell’importanza di SMAU e, ieri, a Fieramilanocity sono stati presentati tre nuovi tablet che arriveranno sul mercato italiano entro l’inverno: per l’occasione, Filippo Ligresti – Amministratore Delegato di Dell Italia – ha spiegato come la multinazionale intenda affrontare l’innovazione a 360°. Quelli mostrati a Milano non sono dispositivi rivolti ai consumatori, benché il form factor permetta d’utilizzare i device a casa propria come in ufficio. Sono varianti per i professionisti.

Le parole-chiave di Dell sono state due: end-to-end e scalabilità. A Milano, l’azienda non ha portato soltanto i nuovi tablet che compongono la gamma Venue perché le soluzioni spaziano dai thin client ai server per le piccole e medie imprese. Alcuni esempi sono costituiti da VRTX, il media center in-a-box che può essere configurato a partire da meno di 10.000€ e gestire tutta l’infrastruttura d’una PMI, oppure PowerEdge T20 che nonostante abbia le stesse dimensioni dei mini-tower è adatto all’impiego in piccoli uffici domestici.

Ivan Renesto, Enterprise Marketing Manager di Dell Italia, ha illustrato quanto sia facile passare da una soluzione per i budget ristretti ai server più sofisticati con VRTX — che include fino a quattro blade e non dev’essere montato in un data center. Lo stesso concetto riguarda PowerEdge T20 e soprattutto i tablet Venue da 8” a 11”, che rispettano le linee-guida di Microsoft per Windows 8.1 e aggiungono ai prodotti dedicati agli utenti finali la crittografia dei dischi interni o esterni. Una “chicca” è la batteria estraibile.

Parlando specificatamente dei tablet, Livio Pisciotta – Marketing Manager dell’Area End-User di Dell Italia – ha elencato le caratteristiche che, dal salotto di casa, caratterizzano i Venue per le trasferte di lavoro: lo ribadisco, sono dispositivi adatti ai professionisti che sconsiglierei nell’utilizzo domestico. Oltre alla batteria estraibile, tutti i tablet prevedono il Miracast per la trasmissione dei contenuti multimediali e degli accessori simili a quelli proposti sui Surface 2 che li “trasformano” in laptop e/o desktop.

Usufruendo dello stesso supporto delle workstation, Dell Venue 8 e 11 sono configurabili con immagini aziendali del sistema operativo – che per entrambi è Windows 8.1 Pro, poiché l’azienda ha dismesso la distribuzione di XPS 10 con Windows RT. Cambiano le dimensioni della superficie e gli accessori, ma i tre tablet riconoscono la firma grafometrica, che lo Stato ha equiparato a quella autografa coi pen stylus opzionali. Perché parlo di tre modelli? Il Venue 11 Pro è proposto in due varianti, una con Intel Atom e una con Haswell.

Non mi soffermo troppo sulle specifiche tecniche dei device, perché le caratteristiche del Venue 11 Pro dipendono dalla configurazione scelta dal cliente e possono montare da Core i3 a Core i7. Mi soffermerei, piuttosto, su questo punto: i nuovi tablet proposti da Dell sono delle versioni per il business di Surface 2 Pro. La differenza percepibile è grossomodo la stessa che potremmo assegnare ai dispositivi che installano Windows Phone 8 o BlackBerry OS 10.x, ma il sistema operativo scelto dall’azienda è sempre Windows 8.1 Pro.