Cos’è lo smarter working e quando sarà una realtà affermata anche nel nostro paese?

Probabilmente tra un po’ di tempo visto che le abitudini latine non sono compatibili con un sistema in cui l’assenteismo è ancora a livelli limite. 

I cellulari, ma anche le automobili e i sistemi informatici hanno contribuito nel tempo a delocalizzare il lavoro. Adesso si prova a rendere smart anche la gestione delle risorse umane.

Su questa idea di smarter working ha puntato tutto l’azienda omonima, che vuole diffondere la libertà di lavorare dove e quando si vuole. A spiegarlo è un dirigente della Smarter Working che si chiama Pato.

Sicuramente un problema che è stato risolto è quello relativo all’audio perché per lavorare in mobilità è necessario comunque essere sempre raggiungibili e fare in modo che la nostra voce in uscita e quella dell’interlocutore in entrata siano “pulite”.

Per rendere l’audio fluido è stato sviluppato Voyager Pro UC che consente di ricevere le chiamate da PC come quelle da smartphone e tablet.

Per migliorare le conversazioni è stato messo sul mercato anche Calisto, un cubo nero per la gestione delle chiamate che riesce ad attutire i disturbi ambientali. Peccato che i sistemi in questione abbiano un costo: circa 170 euro per Voyager e un centinaio d’euro in più per Calisto.