Gli ingegneri di HP Labs hanno descritto un prototipo che potrebbe caratterizzare gli smartphone del futuro: una superficie tridimensionale che genera immagini olografiche. L’esperimento è apparso mercoledì su Nature e, anche se l’immagine non è molto significativa, l’idea potrebbe prendere piede nel corso del 2013 ed essere tradotta in dispositivi reali nei prossimi anni. Magari, arrivando a competere con gli occhiali avveniristici di Google. Sono tecnologie intriganti, quanto difficili da adattare alla vita di tutti i giorni.

Il prototipo non dev’essere confuso col design di Seabird, lo smartphone che se fosse stato disponibile avrei comprato per Natale. Gli ologrammi, infatti, non permettono un’interazione tattile: sono soltanto delle immagini proiettate nell’ambiente. Il concept di Mozilla prevedeva delle tastiere a raggi infrarossi, utilizzabili come quelle più tradizionali. Guardando meglio il filmato proposto in calce, HP Labs ha raggiunto un obiettivo tuttora insufficiente alla produzione di tablet o smartphone completi da lanciare sul mercato.

La prospettiva è affascinante, ma non sono così convinto che lo smartphone olografico sia il massimo dell’usabilità: se l’esposizione solare riduce la leggibilità delle superfici più moderne, pensate come risulterebbe una proiezione del genere. Un altro problema riguarda il sistema operativo perché HP ha ceduto le licenze di webOS a LG e non intende produrre dei device con Open webOS. Se, un domani, il prototipo diventasse uno smartphone sarebbe costretto a installare Android. Strano che HP faccia simili esperimenti per Google!