All’MWC 2014 abbiamo avuto modo di vedere dispositivi mobili dalle caratteristiche hardware impressionanti: quad-core potenziati con gli steroidi, secchiate di Ram, display così definiti da permetterti di contare i peli del naso nelle foto dei tuoi amici. Insomma, la potenza di un PC neppure troppo vecchio concentrata nello spazio ridotto di uno smartphone od un tablet.
Tutto questo mi fa sorgere una domanda: è infine giunta l’ora per PC, Mac e Notebook di andare in pensione? I loro fratelli minori sono abbastanza maturi per sostituirli in toto senza farceli rimpiangere?
Per rispondere a questa domanda, mi sono sottoposto ad un esperimento: per 7 giorni ho usato esclusivamente lo smartphone (Samsung Note 3) ed i miei due tablet (iPad e Samsung Note 8) per tutte e mie attività informatiche, lasciando spento il mio Macbook. Ecco i risultati:

Giorno 1:
Umore: sereno. Riesco tranquillamente ad aggiornate Twitter e Facebook dal cellulare, uso l’iPad sul divano per navigare e quando sono in giro mi affido al Note 8, più maneggevole. Ho solo risposto ad una mail di 40 righe con un “Ok”, perché non avevo voglia di scrivere un romanzo con la tastiera virtuale.
Morale: per usufruire di contenuti e crearne di semplici un dispositivo mobile è una soluzione semplice ed esaustiva.

Giorno 2:
Umore: leggermente irritato. Ho aggiornato il blog: scrivere più di 10 righe sulla tastiera virtuale dell’iPad è frustrante come trovarsi la TV sintonizzata su Sanremo ed avere il telecomando con le pile scariche. Alla nona riga mi sono rassegnato: ho acquistato una tastiera bluetooth.
Morale: la creazione di contenuti non complessi ma lunghi è difficoltosa su tablet, a meno di non dotarsi di uno strumento di input fisico o rassegnarsi ad avere i pollici incassati dopo qualche tempo.

Giorno 3:
Umore: sconforto. E’ passato a trovarmi un collega con l’ultimo video porno di Sasha Grey su chiavetta: come lo vedo?
Morale: lo scambio di dati di grosse dimensioni – dove quindi non posso affidarmi alla rete – è un bel problema per i dispositivi mobili. Android, rispetto ad Apple, gestisce meglio chiavette e dischi fissi esterni via usb: si possono accedere a documenti oltre che a foto e video con utility generalmente incluse in ogni distribuzione. Ovviamente va comprato un adattatore.

Giorno 4:
Umore: satollo. Ho scaricato delle foto fatte in gita (ed il video di Sasha Grey) sul Note 8, riempiendone a tappo la memoria: sono stato costretto a cancellarne alcune.
Morale: tablet e smartphone non hanno una memoria interna sufficiente a conservare definitivamente i dati, sono solo dei “dispositivi di passaggio”. L’acquisto di un disco fisso usb esterno, se voglio continuare l’esperienza, è d’obbligo.

Giorno 5:
Umore: nero. Come sarebbe a dire che su iPad non posso usare i programmi di file sharing??
Morale: certi sistemi operativi chiusi, a meno di taroccarli un po’, non dispongono di programmi un po’ borderline con la legalità.

Giorno 6:
Umore: vaffangufo. Mi hanno licenziato, dovevo presentare un progetto in Autocad ma non sono riuscito ad aprire i file neppure con le bombe a mano!
Morale: certi programmi per PC non esistono su tablet o comunque non hanno controparti con tutte le funzioni necessarie all’utenza professionale.

Giorno 7:
Umore: rilassato. Sto scrivendo questo articolo dal Macbook.
Morale (finale). Di sicuro i dispositivi mobili non sono adatti a sostituire i PC se si fa un’uso lavorativo, sia per lavoro che hobby: programmi per disegno industriale, fotoritocco ad alto livello, database etc possiamo scordarceli. Al massimo possiamo usarli come dispositivi di consultazione: se devo mostrare un catalogo di prodotti ad un cliente lo posso fare da tablet invece che portarmi dietro tutto il notebook.
Per operazioni più semplici, come la consultazione di contenuti e videoscrittura non complessa, specie se abbiamo la necessità di farlo in mobilità, sono un buon compromesso a patto di dotarsi di un dispositivo di input fisico.
Chi accede ad internet solo per leggere le notizie e guardarsi due video probabilmente si troverà meglio con un dispositivo mobile che con un PC: sono più maneggevoli, più semplici da usare e più rapidi.
Il grande, enorme problema che però tutte le tipologie di utenti si troveranno prima o poi ad affrontare è la mancanza di spazio di archiviazione: la soluzione del disco fisso esterno che proponevo qualche riga sopra non è certo agevole. Lo spazio massimo che possiamo raggiungere, al momento, è 128 GB: decisamente insufficienti a contenere tutte le nostre foto, canzoni e film.

Insomma: Mac e PC, dormite ancora sogni tranquilli.

Cordialità,
Il Triste Mietitore