Se gli smartphone sono un trend che è esploso con il debutto dell’iPhone, avvenuto 7 anni fa, in precedenza IBM era stata pioniera, in questo ambito, con IBM Simon, il primo smartphone “portatile”, che verrà esposto al pubblico presso il Museo della scienza di Londra. Lo smartphone, quindi, compie 20 anni e con l’arrivo sul mercato dell’iPhone è stato decretato il successo di questi dispositivi.

Quando si parla di smartphone, spesso, pensiamo a dispositivi ultrasottili e che ci offrono la possibilità di installare app o navigare su internet. IBM, nel 1994, chiese a Mitsubishi Electric di produrre Simon Personal Communicator, telefono cellulare dotato di display touch e che aveva le funzionalità di PDA. Rispetto agli attuali smartphone, Simon aveva dimensioni imponenti pari a 200 x 64 x 38 millimetri e un peso di 510 grammi.

Per quanto riguarda l’hardware, invece, vi era presente un display monocromatico da 4.7 pollici con risoluzione a 293×160 pixel, batteria nickel cadmio, processore x86 a 16 MHz, 1MB di RAM e spazio di archiviazione pari a 1.8 MB, tramite scheda estraibile PCMCIA. Sul fronte della connettività, invece, vi era presente un modulo modem a 2400 bps, porta analogica RJ 11 e connessione PCMCIA per trasferimenti da e verso il computer. Le funzionalità comprendevano la lista di contatti, calendario, orologio, calcolatrice, app per gli appunti e una tastiera che poteva essere utilizzata con penna stilo.

Simon, infine, venne messo in vendita negli Stati Uniti ad un prezzo di 899 dollari, con contratto biennale. Il dispositivo ideato IBM non registrò un grosso successo, tuttavia vennero vendute 50 mila unità, a partire da agosto 1994 fino a febbraio 1995. IBM Simon, quindi, può essere considerato l’antenato degli attuali smartphone, che offrono caratteristiche tecniche e funzionalità ben più evolute.