Amazon avrebbe acquistato Evi, una startup britannica che mantiene l’omonima applicazione per iOS e Android: una app equivalente a Siri o Google Now. L’ipotesi della prossima realizzazione di smartphone è subito tornata in auge, ma Erick Mack invita su CNET a trattenere gli entusiasmi. Amazon potrebbe integrare il riconoscimento vocale su altri prodotti o servizi, anziché inserirsi nel segmento della telefonia mobile con un nuovo device. Non dobbiamo dimenticare che la vendita al dettaglio è la prerogativa principale di Amazon.

Un esempio, in questa direzione, è quello di Summly e Yahoo!. Marissa Mayer ha voluto acquisire la startup per un accordo emerso soltanto in seguito con SRI, l’azienda che ha prodotto Siri: inutile sottolineare che Yahoo! non intenda produrre uno smartphone. La strategia rientrava nella collaborazione con Apple per le applicazioni già disponibili. Nulla impedirebbe ad Amazon di potenziare con Evi i servizi esistenti, tanto più che in passato ha acquisito pure una piattaforma per la creazione di mappe geografiche tridimensionali.

Tuttavia, recentemente Amazon ha assunto Charlie Kindel che gestiva l’infrastruttura delle app di Windows Phone. È impossibile evitare un riferimento alla futura produzione di smartphone: una conferma definitiva potrebbe arrivare in giugno. Come Mack, anch’io seguo con interesse le indiscrezioni sul probabile dispositivo e penso che i tablet di Amazon abbiano un enorme potenziale. Pretendere che qualunque trattativa commerciale alluda alla presentazione dello smartphone, però, sarebbe eccessivo. Amazon ha un business variegato.

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