Mia moglie è gelosa dell’iPhone. E questo è un grosso problema. Immagino che anche voi abbiate problemi simili, se state leggendo questo post. Il fatto è che lo smartphone mi è divenuto indispensabile non solo per lavoro, ma per anche tutta una serie di cose che faccio ogni giorno. Per esempio:

  • Fissare una partita di calcetto, tramite Fubles;
  • Guardare le ultime news della mia squadra del cuore;
  • Organizzare il mio piano di allenamento, tramite RunKeeper;
  • Tenere i contatti con gli amici tramite Facebook;
  • Tenere i contatti con mia sorella tramite Whatsapp;
  • Organizzare, editare e condividere le fotografie che ho scattato;
  • Leggere riviste, blog e cose che metto da parte su Instapaper, anche se questa cosa accade sempre più spesso sull’iPad;
  • Sfogliare le notizie del giorno, spesso e volentieri su Twitter con l’inevitabile conseguenza che finisco a commentarle con gli amici e a volte gli sconosciuti;
  • Seguire corsi attraverso app come Udemy, anche questa cosa spesso su iPad;
  • Cercare cose su Google.

Sì, lo ammetto, sono smartphone addicted, come il 37 per cento delle persone, secondo una recente ricerca di Ofcom sulla popolazione inglese. Come se ne esce?

In un articolo di Susan Davis su WebMD lo psicologo David Greenfield spiega che la gente è innamorata del proprio smartphone perché le nuove tecnologie causano psicoattività, alterano l’umore e spesso innescano il divertimento. Ecco, appunto, non se ne esce.

Su Lifehack Alexandra Levit suggerisce quattro modi di affrontare la situazione:

  • Scegli un telefono appropriato, senza rincorrere l’ultimo modello offerto dal mercato: cosa un po’ impraticabile, se sei un nerd serio;
  • Non scaricare app a go go: aridaje, mi pare una cosa un po’ difficile, benché io stesso negli ultimi giorni mi sia reso conto della necessità di fare un po’ di pulizia all’interno del mio iPhone, e non parlo solo di come organizzare le mie app, mi riferisco proprio alla quantità dozzinale di app presenti, ognuna delle quali è responsabile di piccole distrazioni quotidiane, cosa che mi ha portato negli scorsi giorni ad affrontare con la mannaia le notifiche push;
  • Lascia lo smartphone in un’altra stanza quando stai facendo un lavoro o stai passando tempo con la tua famiglia: eh sì, questo sarebbe un consiglio da seguire. Nelle ultime settimane ho iniziato a tenere il telefono in un’altra stanza quando pranzo con mia moglie e devo dire che i benefici si notano subito, se non fosse che le notifiche sonore continuano a richiamare la tua attenzione. Quindi aggiungerei di mettere lo smartphone silenzioso, a costo di perdere delle chiamate;
  • Se stai parlando con qualcuno non usare lo smartphone: siete di quelli che lo fate? Anche io. All’inizio non mi piacevano le persone che lo facevano, ora non la considero più una mancanza di rispetto, ma una cosa quasi normale. Benché il solo pensiero mi sembri assurdo, spesso quando sono al telefono con qualcuno non riesco a fare a meno di mettere le cuffie e consultare le varie app del mio iPhone. Stessa cosa quando parlo di argomenti soft con gli amici. Bisognerà mettersi in testa di non farlo più.

A questi quattro consigli ne aggiungerei un paio fondamentali, tratti dalla mia personalissima guida all’iPhone per innamorati:

  • Non controllate mail, messaggi, twitter e via dicendo se la persona con cui parlate non è la prima a farlo, e fatelo solo quando quella è distratta;
  • Non mettete mai lo smartphone sul tavolo, che c’è pure il rischio ci finisca sopra qualche liquido;
  • Silenziate le notifiche quando non volete essere distratti, sfruttando il do not disturb in caso abbiate un iPhone;
  • Silenziate in eterno le notifiche di tutte le app non essenziali, come ho spiegato nel post sulle notifiche push. O rimuovetele direttamente.

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