Sono sempre stato perplesso sulle Smart TV, per una serie di ragioni strutturali: a quanto pare Intel sembra aver dato ragione alle mie perplessità, come riporta The Verge in un articolo che condivido largamente: Intel con la sua Smart TV sta facendo le scelte giuste, dal punto di vista ingegneristico ed editoriale.

Il set-top-box di Intel infatti non è che una parte del puzzle. L’intenzione chiaramente documentata non è quella di dare vita all’ennesimo aggeggio prendi-polvere da poggiare in salotto, come già Apple TV, che pure pare andare incontro a un rinnovamento, e tanti altri prima, bensì costruire uno stream di contenuti che vada bene sia sull’hardware prodotto da Intel, che su tablet, che su smartphone. Contenuti trasversali quindi, che non avranno bisogno forzatamente della Smart TV di Intel per funzionare.

Tra l’altro, Federico si è già detto pessimista al giorno dell’annuncio, ma io la vedo in modo diverso: in una società così largamente globalizzata, le reti LTE potrebbero essere un’arma non indifferente per Intel, dove la banda della rete fisica è poca per questioni geografiche di cui si effettua un bypass con il traffico su 3G o, appunto, su reti 4G. Il fruitore dei contenuti, seduto sul divano, si troverà con una trasmissione fluida anche in assenza di copertura di rete su rame o fibra; questo non è da sottovalutare, nel panorama del networking nostrano. E forse Sanremo potrebbe rinunciare al record di ascolti con una vera offerta televisiva.

E si, perché il punto reale della questione è proprio il seguente: mentre Apple, Google, Samsung, hanno concentrato il proprio focus sulle applicazioni, Intel sta stringendo accordi per contenuti e bundle di canali appositi, visti dall’azienda come una forma di content curation per cui vale la pena pagare. Per me questa è una mossa azzeccata, insieme alla trascendenza del mezzo di fruizione, per rendere Intel la regina dei contenuti, dopo essere stata la regina delle CPU per molto tempo.

Probabilmente la TV on demand sta per subire una rivoluzione per mano di Intel. Staremo a vedere, ma io sono pronto a scommettere una cifra considerevole su questo nuovo playmaker. Apple, Google, concorrenti: dovete impegnarvi seriamente, adesso. E proprio la Apple TV deve essere rivoluzionata a breve, anche se come ha scritto Silvio è più facile che l’iWatch faccia forte concorrenza interna.

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