È disponibile la versione 6.1 di Skype per il desktop di Windows. La novità riguarda l’integrazione di Outlook, inteso anche come Outlook.com: il servizio che ha sostituito Hotmail. Per essere del tutto sincero, secondo me questa funzione interessa soprattutto ai professionisti perché implementa un nuovo Customer Relationship Manager (CRM) che all’utente-medio non serve affatto. La differenza è sulla messaggistica istantanea dal momento che gli indirizzi di Outlook.com sostituiranno quelli registrati per Windows Live Messenger.

Grazie al supporto degli strumenti di Explorer, il file manager del desktop di Windows, Skype e Outlook permettono la gestione della corrispondenza unita alla comunicazione in tempo reale via VoIP o messaggistica istantanea. I contatti sono sincronizzati su Outlook, Outlook.com e Skype come con Windows Live tra Hotmail e Messenger. È quest’ultimo a destare qualche perplessità: sappiamo che Microsoft intende disattivarlo dal 15 marzo, però la transizione a Skype non sarà così semplice. Soprattutto per gli utenti di Windows Phone.

Peter Bright sottolinea su Ars Technica come la rubrica di Windows Phone non sia ancora integrabile con Skype, quindi i vantaggi della versione 6.1 per il desktop non sono ottenibili in mobilità: un errore che penalizza proprio gli utenti del sistema operativo di Microsoft e peggiora la fastidiosa mancanza d’applicazioni. Non è tutto perché lo stesso problema affligge Xbox 360 e Kinect che possono comunicare con Messenger, ma non con Skype. Situazione che dovrà cambiare nel giro di due mesi al massimo, per evitare una diaspora.

Penso che Microsoft abbia dato la priorità a Outlook e Outlook.com soltanto perché, oltre a Messenger, dovrà rimpiazzare Lync: una piattaforma di comunicazione per le imprese che funziona esattamente come l’instant messaging di Windows Live, però sulle reti a dominio. Oggi l’interoperabilità è fondamentale e Microsoft farebbe bene a correre ai ripari, prima che sia troppo tardi. Facebook ha già proposto un aggiornamento che potrebbe diminuire l’utilizzo di Skype o WhatsApp dei propri utenti e le alternative sono molto numerose.

Non se ne parla granché, ma Google ha delineato il futuro della comunicazione in tempo reale con WebRTC: un framework implementato da terze parti, come Mozilla e la francese Bistri, che permette di video-chiamare dal browser in HTML5 e JavaScript. È lo stesso degli Hangout di Google+. Skype ha in mente qualcosa di simile che, però, tarda ad arrivare. Facebook Messenger è un’applicazione “nativa”, mentre il social network s’appoggia tuttora a Skype per le video-conferenze. Questo accordo non durerà all’infinito e Microsoft lo sa.

Insomma, l’aggiornamento di Skype è piuttosto deludente. Microsoft avrebbe dovuto risolvere il problema dell’interoperabilità con Windows Phone, Xbox 360, ecc. anziché proporre una soluzione dedicata ai professionisti che comunque si limita a rendere più rapida una funzione preesistente. Due mesi potrebbero essere insufficienti a risolvere i problemi di Skype: Messenger è stato cassato essenzialmente a causa della popolarità di Facebook e Facebook Messenger potrebbe provocare altrettanto con Skype, almeno per gli utenti finali.