Finalmente, Skype ha trovato il modo di porre fine all’inquinamento acustico dovuto all’utilizzo di più dispositivi: le notifiche dei messaggi delle chat saranno inoltrate soltanto a quello attivo, senza essere ripetute su tutti gli altri. In pratica – lavorando al computer e tenendo in tasca lo smartphone – il device in stand-by non inizierà a squillare per l’arrivo d’un nuovo messaggio. Un’intuizione che, nella sua semplicità, potrà salvare le orecchie e i nervi di chi utilizza ogni giorno il servizio di Microsoft per lavoro.

La nuova funzione è chiamata Active Endpoint ed è simile a quanto prevede anche Google con Hangouts — a dire il vero, con scarsi risultati: la sfida di Skype sarà quella di garantire la continuità delle conversazioni. Prescindendo dall’inoltro della notifica in sé, spesso l’aggiornamento asincrono delle chat provoca la perdita d’alcuni messaggi e rende davvero difficile continuare a comunicare passando da un dispositivo all’altro. Spesso diventa impossibile recuperare un’intera conversazione, che è “spezzettata” sui vari device.

Dopo l’information overload, il sovraccarico di notifiche è il secondo problema dell’utilizzo contemporaneo di più device: gli Active Endpoint permetteranno di ridurre le distrazioni, come il Caller ID – previsto su Skype al pari di Hangouts – aiuta a identificare immediatamente il chiamante. Basterà a rendere le chat più efficienti? Per ottenere questa nuova funzione occorre aggiornare tutte le applicazioni all’ultima versione che a seconda del sistema operativo sarà disponibile partendo da oggi e fino alle prossime settimane.

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