Il marchio Skype non potrà essere registrato come marchio comunitario. Lo dichiara la Corte Europea, respingendo dunque il ricorso della famosa piattaforma di videochiamate VoIP.

Secondo la Corte Europea, il segno Skype sarebbe troppo simile visivamente, linguisticamente e concettualmente al famoso marchio di pay tv Sky: “esiste un rischio di confusione tra i segni figurativo e denominativo Skype e il marchio denominativo Sky”. Inoltre, secondo il tribunale europeo, la pronuncia della vocale “y” non risulta più breve nella parole “skype” rispetto al termine “sky”. Il suffisso “pe” non basterebbe a marcare in maniera netta la differenza fra le due parole, che rischiano dunque di essere facilmente confuse.

La pastoia burocratica fra Skype e la Corte Europe è iniziata già nel 2004 quando Skype chiese all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (Uami) di registrare Skype come marchio comunitario per apparecchiature audio e video prodotti di telefonia e di fotografia nonché per servizi informatici legati a software o alla creazione o all’hosting di siti Internet.

L’anno dopo, la società di canali televisivi a pagamento Sky Broadcasting Group, successivamente Sky, si è opposta in quanto il suo segno (depositato nel 2003, quindi prima di Skype) potrebbe essere confuso. Nel 2012 e nel 2013, L’Uami ha accolto la richiesta di Sky confermando la possibilità di confondere i due marchi.

Skype ha chiesto un dietrofront alla Corte UE, ma oggi quest’ultima ha respinto il ricorso avanzato dal servizio di messaggistica di Microsoft nei confronti di Sky.