TeleGeography ha pubblicato le statistiche aggiornate sul traffico telefonico internazionale, rivelando che Skype ha raggiunto un terzo del volume globale delle comunicazioni. Insomma, una chiamata su tre è effettuata dall’applicazione in VoIP anziché dalle linee più tradizionali: un’ottima notizia per Microsoft, meno positiva pensando alla privacy dei consumatori. La diffusione di Skype è tale da preoccuparmi perché i numeri non riguardano il VoIP in generale, ma appena il traffico generato dal programma della singola società.

La fonte non sembra discriminare fra le chiamate gratuite e quelle a pagamento, perciò non sappiamo quante di queste comunicazioni avvengono dal VoIP ai numeri tradizionali: sarebbe interessante capire qual è l’effettivo guadagno di Microsoft. A prescindere dal business, Skype è diventato un servizio essenziale. Più importante del VoIP stesso perché il protocollo non è aperto all’interazione con altri sistemi. Devono necessariamente essere utilizzati profili e applicazioni gestiti da Microsoft per effettuare delle videochiamate.

Skype, di fatto, è un monopolio sulle telecomunicazioni: l’abbiamo permesso noi, preferendo quel servizio ad altri. Google cerca d’entrare nel settore con WebRTC che essendo open source garantisce l’accesso a numerosi operatori e Bistri, che ho provato tempo fa, è soltanto un esempio. Facebook potrebbe dire la propria con le novità dell’applicazione per la messaggistica istantanea. Tuttavia, penso che Skype continuerà a essere la scelta preferita dagli utenti perché ha una reputazione e una longevità maggiori. Sarà un problema.