In una recente nota sul sito del supporto Apple, l’azienda conferma l’utilizzo già rumoreggiato di Applebot, un web crowler per l’indicizzazione delle ricerche effettuate tramite programmi come Siri o Spotlight. Un web crowler è per chi non lo sapesse è un software che analizza i contenuti presenti in una rete automaticamente, apprendendo i contenuti di siti e documenti analizzati per poi indicizzarli e renderli utilizzabili per creare un indice per le ricerche effettuate con un determinato motore (in questo caso, come già detto, questo può essere Siri o Spotlight).

Molte delle grandi aziende che gestiscono motori di ricerca possiedono questo tipo di programmi: Google ha per esempio Googlebot, Facebook ha Romilda, e spesso i principali motori di ricerca collaborano con altre aziende per fornire a software terzi la propria tecnologia utilizzata per i risultati delle ricerche sugli stessi software. Come riporta MacRumors, Apple avrebbe in passato collaborato con motori come Google e Bing per ottenere da questi i risultati di ricerca da utilizzare su prodotti come Siri, ma la conferma arrivata ora sull’esistenza di Applebot, un software proprietario della Mela, è un ulteriore indizio in direzione di una futura piattaforma di ricerca Apple.

L’esistenza di Applebot, riporta ancora MacRumors, è stata già svelata – anche se non si conosceva il nome ufficiale – lo scorso novembre, dalla presenza di siti visitati da un web crawler che rispondeva al blocco di IP 17.0.0.0/8, indirizzi di proprietà e gestione appartenenti ad Apple. La conferma relativa all’utilizzo di Applebot è al momento l’occasione in cui Cupertino si è più avvicinata a parlare direttamente di argomenti relativi a motori di ricerca, anche se è ancora difficile ipotizzare se il software sia la base per la creazione di un futuro motore di ricerca a marchio Apple, o semplicemente un modo per supportare le ricerche di motori di terze parti durante l’esecuzione di servizi quali Siri o Spotlight.