SimCity, il popolare videogioco che permette di gestire una città virtuale, ha un serio problema col Digital Rights Management (DRM): EA obbliga gli utenti a mantenere una connessione persistente ai server d’autenticazione affinché sia impedito di giocare a chi avesse scaricato illegalmente una copia. Purtroppo, l’azienda non è in grado di garantire che i server funzionino 24/7. Chi ha pagato per utilizzare SimCity è bandito dal videogame a intervalli più o meno regolari e frequenti, tanto che Amazon l’ha ritirato dal catalogo.

Il gioco in sé non ha problemi, come sottolinea Parker Higgins di EFF. È l’ossessione di EA sul DRM a renderlo inutilizzabile: un monito per Microsoft e Sony, che potrebbero adottare delle strategie equivalenti su Xbox 720 e PlayStation 4. Chi ha pagato per giocare non dovrebbe essere costretto a desistere. La situazione è paragonabile a quella della televisione via satellite che, qualche tempo fa, oscurava le trasmissioni agli abbonati per impedire a chi avesse clonato la smart card d’accedere ai programmi. Un sistema obsoleto.

Mentre i partner del W3C studiano un metodo per applicare il DRM a HTML5, Mozilla ha escluso categoricamente l’impiego di soluzioni del genere nelle app di Firefox OS: gli sviluppatori hanno un’infrastruttura all’avanguardia sui pagamenti, ma non possono prevedere l’utilizzo del DRM. È evidente che esistano delle alternative efficaci, altrimenti Mozilla non avrebbe assunto questa posizione. EA, invece, deve risolvere il problema al più presto per non subire una class action dai clienti insoddisfatti. È il DRM quello da bandire.