Snoopy è un drone concepito per intercettare tutto il traffico degli hotspot pubblici per il WiFi: concepito da un gruppo di hacker, è stato messo di recente alla prova nei cieli di Londra e sarà presentato alla prossima Black Hat Asia. Fisicamente non ha nulla a che vedere col simpatico Beagle di Charles M. Schulz, il cane di Charlie Brown che era protagonista dei Peanuts. È un piccolo velivolo che somiglia a PrimeAir di Amazon, ma – anziché consegnare dei pacchi – raccoglie tutti i dati dagli smartphone connessi nei dintorni.

L’efficacia di Snoopy rimette in discussione la possibilità che a effettuare le consegne dei corrieri siano i droni: dopo la presentazione di PrimeAir, anche UPS e altri competitor hanno sperimentato i propri velivoli – nonostante lo scetticismo della stampa. Chi, però, può assicurare che questi piccoli elicotteri che effettuano spostamenti a corto raggio siano sicuri? Snoopy è stato realizzato ad hoc, però basterebbe che un hacker s’impossessasse di un drone qualunque, perché le password e i dati dei passanti siano in pericolo.

Non è il caso di scatenare il panico, secondo me. La stessa fobia ha causato un ridicolo bando dei Glass in numerose tipologie d’esercizio commerciale e l’impiego da parte delle forze dell’ordine per operazioni di controllo delle masse: l’esperimento degli hacker di Black Hat è, piuttosto, un monito. Le nuove tecnologie porteranno con sé altrettanti rischi, ma – se le vulnerabilità sono risolte per tempo – i pericoli possono essere arginati. La sicurezza totale non esisterà mai, però avremo nuove soluzioni per poterci tutelare.

photo credit: OiMax via photopin cc