Gli antivirus non servono più: questa è la conclusione di Symantec – che ha appena pubblicato il proprio report sulle minacce – a distanza di trent’anni dall’uscita del primo programma per debellare le infezioni. Non significa che il pericolo sia scampato, ma che gli hacker hanno elaborato nuovi metodi d’attacco per i quali un antivirus da solo sarebbe del tutto inefficace. Un’analisi coerente con quanto già appreso da Verizon, che nel DBIR 2014 ha esposto quali siano queste metodologie e come difendersi. È la fine di un’epoca.

Il termine antivirus è piuttosto generico e fa molto anni ’90, però non spiega granché a cosa serva davvero quel tipo di programma: le infezioni, con l’avvento del cosiddetto web 2.0 e soprattutto del cloud computing, hanno cambiato forma. Oggi un hacker ha più interesse a violare i server sui quali sono memorizzati i dati degli utenti che frequentano i social network e fanno acquisti su internet, anziché accattare il sistema operativo dei computer domestici — ecco perché il DDoS nel 2014 ha conosciuto una crescita esponenziale.

Cambiare regolarmente la password di GMail e Apple ID [vedi gallery] adesso ha più senso che acquistare un antivirus: che un PC sia infetto o meno, la sicurezza non è garantita. È sempre stato così, perché gli hacker colpiscono le aziende per lo spionaggio industriale e al massimo s’appoggiano ai computer dei consumatori per creare delle botnet, ma Symantec non sbaglia a concentrarsi sulla difesa delle reti — anche se il dubbio che abbia a che fare con la pubblicazione dei sorgenti di Norton AntiVirus via Anonymous è legittimo.