Le applicazioni, ormai sono davvero il pane quotidiano per chi lavora e vive con uno smartphone nel taschino. Sempre più diffuso, inoltre, il sistema operativo Android che consente alle aziende di risparmiare sui costi dei dispositivi affidandosi all’open source

Chiaramente open source non è sinonimo di gratis, nel senso che a fronte di un’apertura del codice ci può essere anche una serie di servizi a pagamento. In più, quanti effettivamente riescono a rendere il loro smartphone Android completamente “aperto” dal punto di vista tecnologico?

Avevano intenzione di rispondere a questa domanda tre siti internet: applanet.net, appbucket.net e snappzmarket.com che invece sono stati recentemente sequestrati dagli agenti federali. Il fatto è che avevano messo su un vero e proprio mercato nero di applicazioni Android.

In pratica degli agenti federali si sono iscritti a questi siti ed hanno iniziato a scaricare tantissime app che sui market ufficiali erano distribuite dietro il pagamento di una piccola somma. Qui in violazione del copyright erano distribuite gratuitamente.

Adesso questi siti sono sotto sequestro e sulla home page e nelle pagine interne dei tre portali appare il classico messaggio antipirateria dell’FBI. Le autorità americane hanno spiegato chiaramente che i tre domini citati erano “coinvolti nella distribuzione illegale di copie di applicazioni per cellulari Android coperte da copyright“.