Google ha introdotto un ulteriore elemento di selezione, nello stilare la classifica dei siti sul motore, che potrebbe destabilizzare molti webmaster nei mesi a venire: saranno privilegiati gli indirizzi HTTPS — ovvero, quelli che utilizzano il protocollo sicuro TLS (Transport Layer Security). Una scelta determinata da più fattori e svelata a I/O 2014, ma attiva soltanto da qualche giorno. Big G non vuole indicizzare pagine potenzialmente pericolose per i propri utenti e tutti i gestori dovranno adeguarsi, in tempi ragionevoli.

Mentre continua il progressivo abbandono di Google+ [vedi gallery] con la totale sparizione delle statistiche di Authorship, già crollate in Webmaster Tools, Mountain View alza l’asticella per effettuare una selezione più rigida dei contenuti indicizzati. Non basta registrare un certificato qualunque e attivare HTTPS perché il motore di ricerca elevi la priorità d’un indirizzo: la sicurezza del sito deve rispettare determinati canoni che Big G ha elencato sul blog ufficiale dedicato al ranking. Sarà un regime di tolleranza-zero.

In particolare, Google chiede d’effettuare un test della sicurezza del server che escluda la vulnerabilità a Heartbleed e altri bug di OpenSSL. Anche la definizione dei link interni è normata, preferendo i percorsi relativi agli indirizzi assoluti: la SEO (Search Engine Optimization) è sopratutto una questione tecnica che i webmaster devono affrontare – seguendo alla lettera le linee-guida di Mountain View – per aiutare i copywriter a raggiungere l’obiettivo. HTTPS è una nuova sfida, che costringerà a investire sulla sicurezza.

Photo Credit: Matt H. via Photopin (CC)