Nell’epoca di internet, essere connessi non è solo un diritto ma una vera necessità. La pensano in questo modo coloro che prediligono la connettività mobile ma anche una start-up che ha lanciato l’iniziativa “Homeless Hotspots“.In Texas, ad Austin, quattro senzatetto hanno iniziato a lavorare come hotspot mobili. Si chiamano Rudolph, William B, Tom e Stacia e vanno in giro con una maglia con scritto il loro nome ed un numero di telefono da chiamare per avere istruzioni su come sfruttarli per la connessione.

In pratica chi ha necessità di connettersi, li ferma, si fa avere le istruzioni e li paga con lo strumento paypal: una tariffa forfettaria per accedere ad internet per tutto il tempo necessario tramite hotspot wifi da collegare alla rete cellulare.

Tutto questo sistema è stato architettato nell’ambito del progetto Homeless Hotspots che è stato messo in piedi dall’agenzia pubblicitaria Bartle Bogle Hegarty (BBH). L’evento di lancio è stato il South by Southwest Interactive che è una conferenza dedicata proprio alla rete, all’innovazione e alle start-up che vogliono sfondare nel mondo della tecnologia.

L’iniziativa, interessante dal punto di vista commerciale, ha fatto discutere molto a livello etico. A scatenare il dibattito un articolo sul New York Times dedicato alla trasformazione delle persone in infrastruttura quando l’infrastruttura di trasmissione dati non funziona.